Al Nederlands Open Air Museum
In un bellissimo parco alberato, alla periferia di Arnhem, in quella parte d’Olanda e d’Europa dove l’Uomo di Neanderthal viveva migliaia di anni fa, oggi si trova un museo molto speciale. Si tratta del ‘Nederlands Openluchtmuseum’ e per chi volesse scoprire come si viveva l'inverno tanto tempo fa, in un contesto fiabesco assaporando le specialità di una volta, consigliamo una visita dal 4 dicembre al 16 gennaio 2011. Per sei settimane, infatti, questo “Parco nel tempo all’aria aperta” fatto da più di 80 storiche abitazioni tra case, cascine e mulini, apre i battenti a chiunque voglia visitare le autentiche residenze olandesi e rivivere gli antichi mestieri, per scoprire come la gente comune del posto ha vissuto nel corso degli ultimi cento anni.
Oggi, nella proprietà che sorge nel contesto di un insolito paesaggio collinare, ricoperto di faggi, pini e querce secolari, circolano libere diverse razze ormai rare di mucche e pecore dei Paesi Bassi, nonché specie di polli e conigli in via di estinzione. Si può passeggiare nel bosco tra le poiane ed i picchi rossi o nel giardino delle erbe dove, in una giornata di sole, è possibile individuare fino a 30 tipi diversi di insetti e svariate piante medicinali e a volte anche un po’ magiche, come il sambuco che si dice sia stato piantato per tenere lontano il male. Questo piccolo giardino è stato creato sulla base di una poesia scritta nel 840 dC da Walafrid Strabone, abate del monastero di Reichenau, un'isola nel lago di Costanza, in Germania. La poesia, la Hortulus, è il più antico poema botanico di cultura europea e occidentale che, su richiesta del Museo all'Aperto, è stato recentemente tradotto per la prima volta dall'originale latino in olandese e pubblicato in forma di libro.
Ma la cultura all’Open Air Museum olandese si esprime in forme diverse. Tante, infatti, sono le mostre semi-permanenti presenti. Come quella nella fabbrica di birra, dove il lavoro del birraio nel corso degli anni viene spiegato in modo particolare, cioè mediante la possibilità di intervistare un produttore del 1800, con l’uso di tastiera e cuffie. E ancora, le esposizioni di costumi regionali, o le collezioni di “oggetti della soffitta”, o di arredamenti da interno di antichi negozi di sigari, alimenti, medicine e giocattoli per bambini.
Non da ultimo, ci sono i tram, quelli storici, un’ambizione di lunga data per il museo, che ha reso possibile l’accesso anche ad anziani e disabili. La costruzione di una pista e di un deposito per il vecchio tram di Arnhem del 1929 fedelmente riprodotto, il Geta 76, offre ai visitatori, con un salto nel passato, la possibilità di riviverne il funzionamento nel periodo pre-bellico.
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