I Dorze dell’Etiopia
C’è una nazione dell’Africa storicamente legata al nostro Paese, l’Etiopia. Negli ultimi tempi, in particolare, si è parlato molto di Axum, per la restituzione di quel prezioso obelisco che durante il fascismo fu fatto portare a Roma, e per la presunta presenza nella Chiesa di Santa Maria di Sion, secondo la tradizione religiosa copta, dell’Arca dell’Alleanza con le Tavole della Legge di Mosè, trafugate da Gerusalemme da Menelik, figlio della regina di Saba e Re Salomone. Se questa è la parte più nota dell’Etiopia e la destinazione prediletta dal turismo di massa, esiste in realtà molto altro da scoprire, sia dal punto di vista paesaggistico che delle tradizioni tribali sparse per il territorio. Nella regione a sud della capitale, Addis Abeba, ad esempio, vive un piccolo gruppo etnico della famiglia degli Omotic, dal nome della Valle dell’Omo, che abita i villaggi tra la cittadina di Chenca e la montagna sul lago di Arba Minch, i Dorze.
Questi rifugi, simili ad un alveare gigante, si reggono su una serie di pali di legno verticali e raggiungono al loro interno fino ai 12 metri di altezza, anche se a vederli potrebbero apparire fragili e precari come abitazioni, in realtà possono durare fino a 60 anni. Al centro della capanna, sormontata da un tetto di paglia simile ad un grande naso e con una porta d’ingresso che sembra una proboscide, c’è un camino per cucinare, in un angolo il bestiame che assicura la sopravvivenza e lungo le pareti posti letto per tutta la famiglia. Tutt’intorno, all’esterno, un piccolo orto dove coltivare verdure, spezie e tabacco. Ma i Dorze sono noti nella regione anche per un’altra coltura, l’ensete, un vegetale dalle cui radici si estrae una pasta che diventa commestibile dopo una lunga lavorazione, base della loro alimentazione.
Oltre all’agricoltura, anche la tessitura è un mestiere primario per molti di loro. Dotati di grandi telai, infatti, lavorano il cotone realizzando bianche vesti e coloratissime sciarpe che poi vanno a vendere sul ciglio della strada o nei particolarissimi mercati del luogo. Oltre ai classici appuntamenti settimanali dove si vendono e si barattano fascine di legna, balle di cotone, verdure fresche e frutta secca locale, esistono anche due curiosi mercati degli animali.
Il Lago Chamo ospita un mercato quotidiano dei coccodrilli e degli ippopotami. I pescatori della zona definiscono un punto di ritrovo sulle rive del lago per numerosi coccodrilli, davvero giganteschi, che prendono il sole. A volte qualcuno si alza, spalanca la bocca come per salutare gli altri, e si butta in acqua con un tonfo sonoro. A breve distanza, si radunano, invece, intere famiglie di ippopotami, intenti a giocare con i piccoli e a sguazzare nell’acqua, ma attenzione a non avvicinarsi troppo, questi animali sono molto gelosi del proprio territorio, e in quel caso il loro barrito minaccioso potrebbe risuonare per tutte le montagne circostanti che schiudono l’orizzonte del Dorze.
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