I monasteri Armeni in Iran
Una civiltà contadina, un paese ricco di bellezze naturali, paesaggi incantati e antiche chiese sotto lo sguardo del mitico Monte Ararat, il guardiano innevato che, dall’alto dei suoi 5mila metri e più, sembra abbia offerto approdo all'Arca di Noè dopo il Diluvio Universale. Tutto questo è l’Armenia, terra di cultura, storia e religione, delimitata dal Tigri e dall’Eufrate e parte di quell’angolo di mondo, l’antica Persia, che fu la culla delle moderne civiltà. Qui sono state ospitate le più note popolazioni di un tempo, da quella babilonese, a quella assira ed egiziana, fino alla misteriosa ed affascinante civiltà armena.
Il Monastero di San Taddeo risale all’VIII secolo ed è il più antico dei tre. Nel mese di luglio, in occasione della festa dedicata al Santo e nota in Armenia ed Iran come ‘Surp Tatavos’, per diversi giorni accoglie armeni provenienti da Europa e America, ma anche mussulmani e curdi dei villaggi vicini, che si accampano nelle tende colorate montate tutt’intorno, portando doni e sacrificando montoni per esprimere un voto. La festività, iniziata in ricordo dell’apostolo San Giuda Taddeo e della suora San-dukt, figlia di principe Sanadroc, vittime nel 48 d.C. della persecuzione contro i cristiani, è un evento talmente sentito, che lo stesso capo villaggio curdo, per tradizione, viene incaricato per tutta la sua durata di custodire i preziosi tesori esposti ed utilizzati all'arrivo degli altri pellegrini.
La Chiesa, vincolata come patrimonio culturale del Paese già dal 1955, per volere del Governo iraniano, si trova nel villaggio di Ghara Chelisa, che vuol dire ‘Chiesa nera’, dall'abbondanza di pietra lavica in tutta l'area, 60 Km a sud dalla Città di Maku, al confine tra Iran e Turchia, lungo la strada che collega Tabriz a Bazergan, passando per la città storica di Khoy, rinomato centro astronomico dai tempi di Zoroastro fino alla dominazione Mongola. Anche il monastero di Santo Stefano, infine, è un antico complesso della Chiesa Armena, situato però circa 15 km a nord-ovest della città di Jolfa, nella Regione dell’Azarbaijan occidentale, in una gola sul versante iraniano del fiume Aras.
La Redazione
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