Il Guatemala e le sue meraviglie ‘nascoste’
Alla fine degli anni ’80, nasce una nuova forma di turismo il cui obiettivo principale è quello di salvaguardare l’ecosistema del territorio, attraverso itinerari rispettosi del posto e delle tradizioni locali, oltre a dare una mano alle popolazioni, valorizzando le potenzialità turistiche autoctone e incrementando l’economia del paese. Si tratta del turismo sostenibile che, oltre ai vantaggi appena citati, offre anche la possibilità al turista di visitare luoghi ‘particolari’, al di fuori dei circuiti standard dei tour operator.
E’ questo il caso del Guatemala. La Laguna della Lachua, un lago di forma circolare lontano dalle rotte turistiche e circondato da una natura selvaggia, ne è l’esempio più immediato. Per arrivarci, infatti, bisogna camminare a piedi per almeno un’ora, attraverso un’impressionante varietà di piante e alberi, che compongono la foresta tropicale. La leggenda narra che questo lago sia nato dalla conca formata sulla terra dalla caduta di un meteorite. Lo spettacolo, una volta arrivati a destinazione, è davvero suggestivo: il blu del cielo si rispecchia nell’acqua trasparente del lago dove, per gli amanti dell’avventura, è anche possibile fare il bagno in ‘compagnia’ dei coccodrilli.
Altra esperienza da non perdere in questo Paese, è quella dell’alba in cima al vulcano Pacaya, uno dei complessi vulcanici più attivi del Guatemala, a soli 35 Km di distanza dalla capitale, Città del Guatemala. Una scalata di due ore per arrivare vicino al cratere centrale e osservare, molto da vicino, la lava rosso fuoco che cola lenta, per poi freddarsi e divenire roccia vulcanica, appuntita e tagliente. Da qui, si osserva il sole che pian piano fa capolino all’orizzonte e si usa far colazione con bistecche arrostite direttamente sulla lava bollente. Continuando a viaggiare attraverso il Guatemala, con lo zaino in spalla, ci si avventura all’interno del sito archeologico Ceibal, che prende il nome dall’albero nazionale del Paese. In realtà, in questo parco, i resti arrivati a noi da epoche antiche sono pochi, ma il contesto lascia letteralmente senza fiato chi vi si reca. Si cammina attraverso una foresta tropicale fittissima, accompagnati dai versi delle scimmie urlatrici, che rapide passano da un albero all’altro. Oltre alle simpatiche bestiole, è possibile incontrare altri animali tipici della zona, come il giaguaro, o le fastidiose zanzare tropicali che popolano numerose la foresta.
Posti ed esperienze che di sicuro non si addicono a chiunque, ma che vale la pena di visitare e vivere armati di un pizzico di coraggio, spirito di adattamento e voglia d’avventura, oltre allo stretto necessario per affrontare un viaggio in cui confort e relax non sono certo all’ordine del giorno.
La Redazione
Le foto sono gentilmente concesse da Simona Santoni
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