Il villaggio di pescatori nel Sud dello Sri Lanka
Marco Polo la definì “la più bella isola al mondo delle sue dimensioni”. A giudicare dalle meraviglie di cui gode, come cascate d'acqua, foreste vergini, spiagge incantate e grotte, antiche città in rovina, templi e fortezze di diverse epoche, si può solo condividere il suo giudizio. Siamo nello Sri Lanka, un’isola asiatica nel cuore dell’Oceano Indiano, dove a causa di un particolare microclima esistente, si può beneficiare di un’atmosfera tropicale quasi tutto l’anno, anche se i mesi migliori per visitarla vanno da novembre ad aprile. Luogo talmente carico di bellezze, naturali e artificiali, da poter annoverare ben sette Patrimoni dell'Umanità, ufficialmente riconosciuti dall’Unesco.
Nel profondo Sud, invece, in quella che è nota come la baia più grande e bella dell’isola, si trova Tangalle, meta di viaggiatori alla ricerca di assoluta tranquillità. Questo piccolo villaggio di pescatori, incastonato nella roccia, a metà strada tra le città di Matara e Hambantota, è conosciuto proprio per le sue spiagge bianchissime e deserte ed il suo ricco sistema ecologico. Porto famoso fin dai tempi antichi, con le sue pittoresche insenature, questo esotico borgo di mare è un vero e proprio tesoro naturale, protetto da una scogliera che lo racchiude quasi come uno scrigno.
La parte più interna, invece, con uno splendido affaccio sulla costa, è disseminata da palafitte di legno costruite all’ombra delle palme di vecchie piantagioni di cocco o in appartati boschetti di anacardi. Tutto intorno, la vita selvatica, tra distese di tè, gomma e tek. La leggenda narra che il suo nome derivi da un uomo dalle mille virtù fermatosi un giorno a desinare in cima alla roccia rivolta alla ricerca dell’oro, mentre altri sostengono che significhi rupe che sporge, perché un tempo la città era protetta dall’acqua da una lunga lastra di roccia che la proiettava verso il mare attraverso la bocca della baia.
I primi europei a scoprire i benefici di Tangalle furono gli olandesi, la cui influenza è ancora visibile in qualche esempio di architettura rimasto, come la Rest House, Court House ed il Fort, su un pendio sopra la baia. Una fortificazione, trasformata anche in prigione a metà dell’800, che si differenzia dalle altre di stampo olandese prive di imponenti bastioni. Anche gli inglesi in seguito, la usarono come base di ancoraggio, fino a quando i coltivatori di tè la invasero, riconoscendo nella limpidezza del suo mare e nella purezza della sua sabbia il miglior rimedio alla vita umida di collina. Da qui, il porto di Tangalle è divenuto punto di riferimento anche per altri minuscoli villaggi di pescatori circostanti come Medilla, Goyambokke, Pallikaduwe, Mawella, Kudawella e Seenimodera.
Nei dintorni sono molti i templi, le grotte ed i parchi da visitare. Come il tempio di Wewrukannala, dove è custodita la più grande statua di Buddha seduto dello Sri Lanka, il parco termale di Hot Spring, la spiaggia di Rekawa, meglio nota come lido di deposito di uova per le tartarughe durante la notte, o le cavità naturali con pitture murali del V secolo di Mulgirigala, 20 chilometri a nord di Tangalle. Dopo una serie di passaggi nella roccia, dal suo punto più alto si può avere una magnifica vista sulla campagna circostante. Qui, una grotta ospita una sorta di ‘biblioteca’ dove nel 1826 un colonizzatore britannico scoprì alcuni manoscritti, a lungo coperti da foglie di palma, contenenti la chiave per decifrare il Mahawamsa, la Grande Cronaca dell’isola scritta da monaci buddisti nel VI secolo d.C.
R. S.
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