La 'Biosfera' della Val Mustair
Nel cuore del Parco Nazionale Svizzero, rigorosamente protetto e custodito, immersa in un candido scenario da fiaba, appare, completamente imbiancata, la Val Mustair, o Valle Monastero. Questa valle è candidata a diventare un Parco regionale d’importanza nazionale e, coerentemente con i criteri imposti dall’Unesco, ottenere il riconoscimento di “Riserva Naturale” con la denominazione di “Biosfera”. Un termine solo che racchiude, in realtà, un intero ed innovativo programma messo in atto con l’intento preciso di conservare e migliorare l’ambiente naturale e l’ecosistema tutto presente nella Valle, il modus vivendi stesso di chi la popola, nonché le relazioni culturali, sociali ed economiche che la sostengono.
Basti dire che l’80% circa degli agricoltori applica criteri di coltivazione biologica, o che la Valle può contare su una foresta rigogliosa e ben curata dove gli animali selvatici trovano rifugio e nutrimento. Basta, altresì, ammirare i pregiati manufatti frutto del lavoro artigiano locale o godere della calorosa ospitalità valligiana alla scoperta delle specialità culinarie di alta montagna. Tra i boschi di larici secolari, di tanto in tanto interrotti da corsi d’acqua limpida e carica di energia, respirando a pieni polmoni l’aria tersa d’alta quota, si può rimanere rapiti da tanta perfezione. Qui, animali e piante seguono processi naturali evolvendosi in libertà. Qui, la natura è lasciata a sé stessa, nulla potendo modificare. Qui, gli “Jauers”, nome che nel linguaggio romancio indica la popolazione indigena della Valle, sono felici di raccontare vecchie storie e svelare i segreti di belle passeggiate sui prati in alta vetta.
Fiore all’occhiello di tale contesto è, infine, lo splendido Monastero di San Giovanni, già riconosciuto tra i beni culturali universalmente protetti dall’Unesco. Un complesso monumentale al centro del Cantone svizzero dei Grigioni, fondato nel secolo VIII sotto il regno di Carlo Magno, frutto dunque dell’espansione carolingia e noto agli studiosi per i cicli pittorici della Chiesa. Oltre che dalle avvolgenti pitture parietali, lo spirito di fede che ha fatto di Mustair e di tutta la Valle un centro cristiano molto attivo scandito dalla Regola di San Benedetto, è testimoniato anche dalle austere celle lignee del convento, luogo privilegiato di accoglienza dei viaggiatori in transito sui passi che collegavano l’Engadina al Sudtirolo ed alla Valtellina.
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QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: WALKING ON THE WORLD








