Nel cuore delle Alpi svizzere, la Ferrovia patrimonio dell’Umanità
Si insinua in un paesaggio alpino di rara bellezza, attraverso una serie continua di tunnel, viadotti, passi e ghiacciai e ad un’altezza, in certi tratti, quasi da fantascienza. Non a caso è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, perché definito «sito in grado di formare un insieme tecnico, architettonico e paesaggistico d’eccezione». E’ la Ferrovia Retica Svizzera, costituita dalle due linee dell’Albula e del Bernina, unico sito Unesco trasnazionale italiano, che parte da Tirano per far risuonare il suo fischio d’arrivo nella nota località di Saint Moritz.
Cifre a parte, quello che ogni anno stupisce e fa sognare innumerevoli turisti comodamente accomodati a bordo del ‘Trenino rosso del Bernina’ è l’incantevole scenario naturalistico che si apre ai loro occhi. La lunga scia rossa a vagoni scivola lentamente nella bianca coltre invernale, offrendo una diversità continua di ambienti e paesaggi. In effetti, la Bernina è ormai da anni una meta fissa per gli amanti del territorio montuoso svizzero, oltre che un vero e proprio servizio pubblico di grande efficienza. Spettacolare è, infine, il passaggio sul celebre viadotto Landwasser, una cartolina in sospensione.
Oltre ad un discorso di pura bellezza, in realtà, l’insieme delle due linee ha dato prova di un utilizzo razionale ed esemplare di queste vie di comunicazione nelle Alpi Centrali, già dall’inizio del XX secolo. Secondo l’Unesco, infatti «gli effetti socio-economici da esse prodotti si sono rivelati significativi e duraturi per la vita di montagna, per gli scambi umani e culturali e per l’evoluzione in genere del rapporto uomo-natura in occidente».
La Redazione
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