Rodi, paesaggio e tradizione
Diario di viaggio
di Maurizio Drago
Chi vuole assaporare uno spicchio di autentica Grecia non può perdersi l'isola di Rodi nel mar Egeo, la principale del Dodecaneso tra le Sporadi. Un lembo di terra allungato per un’ottantina di chilometri ed una trentina in larghezza, che conta 90mila abitanti, di cui la metà concentrata nella sola città di Rodi, a nord dell’isola. Da queste parti, però, chi abita nella parte settentrionale fa fatica ad andare a sud, “troppa strada”, dicono.
La ‘capitale’ è una cittadina viva e straordinaria, ma anche tranquilla ed accogliente, con il suo castello, il borgo medioevale rimasto intatto, le stradine acciottolate, e la sua storia millenaria. Qui, infatti, i cavalieri di Rodi, prima di essere mandati a Malta, hanno dato lustro e valore a tutta l’isola.
Ad accompagnarci, Demetris Salahouris, tipico uomo greco. Viaggiamo da nord in direzione del centro dell’isola e arriviamo a Lindos, bellissima località dalle mille case bianche, con poche migliaia di anime. Qualcuno la paragona alla nostra Positano. E negli occhi del visitatore il paragone ci sta tutto. Gli italiani sono bene accetti qui e i vecchi hanno voglia di conversare con i turisti su parentele o amicizie varie “dai tempi fascisti, quando Rodi era una specie di colonia dello stivale”. Attraversando le vie cittadine, altrettanto imbiancate, si salgono circa 300 scalini per arrivare alla parte alta. Per chi non ce la fa, ci sono asini a disposizione. Mansueti e pazienti, questi sono gli unici mezzi di trasporto che conducono al castello e all’acropoli, un’area ricca di reperti archeologici, baciata dal sole e dal mare.
Con un buon italiano, Demetris erudisce sulle usanze isolane, caratteristiche della Grecia e ancora in essere in molte località, da generazioni. Come quelle legate alla dote e allo sposalizio. Alle figlie, infatti, i genitori devono preparare ‘il corredo’. Per ogni donna nata, c’è una casa che sarà assegnata in dote al futuro marito. Naturalmente l’abitazione rimarrà per sempre di proprietà della figlia, ma ci sono delle ragioni ben precise legate a questa regola. La donna, infatti, anche in caso di divorzio avrà la casa, ma dovrà accudire sino alla fine i propri genitori, oltre che i figli. Da qui il detto “auguri e figli maschi!”
Le malelingue affermano che più la casa è bella, peggiore è la donna da sposare. La ragazza che ha in dote una casa modesta, probabilmente è bellissima. Guai, poi, ad avere due gemelle! Il maschietto, invece, porterà il cognome di famiglia.
Lo sposalizio è un’altra tradizione tutta da raccontare. Dura tre giorni, dal venerdì sino alla domenica, di solito nei mesi da novembre a marzo, perché nel periodo estivo c’è da lavorare, c’è il turismo. Difatti, ogni anno in media arrivano e partono dall’isola circa 3 milioni di persone.
Gli sposi invitano tutti coloro che conoscono: dal giornalaio al droghiere, dal meccanico al fornaio. Un matrimonio medio qui è composto da 800 invitati. Un investimento che mediamente si attesta sui 50 mila euro. Gli sposi, sperando nei regali di nozze degli invitati, corrispondono per i due terzi. L'ultimo terzo, praticamente un salasso, spetta invece ai testimoni che, come minimo, dovranno essere amici d’infanzia per un’incombenza simile…
Gli sposi, infatti, annunciano i “compari” almeno un anno prima dell'evento, così da dare loro il tempo di racimolare quei 15-20 mila euro che servono per la loro parte.
La sera della cerimonia nuziale vengono assoldate delle donne che per professione piangono l’allontanamento della figlia dai genitori. Le donne piangenti possono costare da 50 a 100 euro a cerimonia. Più piangono e più sale il tariffario. Quella stessa sera lo sposo, invece, dovrà far cadere un melograno all’uscio di casa. I chicchi cascati costituiranno il numero dei figli che la nuova coppia così formata avrà nel corso della propria vita insieme.
Regole singolari, forse, ma a cui ancora si tiene molto. Rodi, però, ha in serbo tante altre scoperte di vita, di tradizioni e di cultura. L’invito è quello di andarci. Il mare e il sole non mancheranno mai.
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QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: A SPASSO PER IL MONDO








