Tozeur, un’oasi nel deserto tunisino
“Nei villaggi di frontiera guardano passare i treni le strade deserte di Tozeur…..
Nelle chiese abbandonate si preparano rifugi e nuove astronavi per viaggi interstellari
in una vecchia miniera distese di sale e un ricordo di me come un incantesimo e per un istante ritorna la voglia di vivere a un’altra velocità. Passano ancora lenti i treni per Tozeur”.
Descriveva così nel suo brano “I treni di Tozeur” il cantautore italiano Franco Battiato, un villaggio di frontiera in cui il tempo sembra essersi fermato per sempre. Siamo nella Tunisia meridionale, in un territorio a metà strada tra le montagne dell’Atlante e lo sconfinato spazio vuoto del deserto. E Tozeur appare improvvisamente nel bel mezzo del Sahara, immersa in una sconfinata oasi di alberi di palma.
Villaggio di antiche origini, tappa obbligatoria per le carovane ricche di spezie e tessuti , che nei secoli passati attraversavano il Nord Africa, fu colonizzata dai Romani nel 33 a. C., diventando da subito uno snodo commerciale di grande importanza. La sua crescita economica si deve soprattutto alla produzione di datteri, motivo per cui con il passare del tempo i suoi palmeti si sono ingranditi di pari passo con l’espansione del villaggio.
Un intricato labirinto di stretti vicoli, piazzette, l’immancabile Medina e l’antico quartiere di Ouled El Hwadef, risalente al XIV secolo d.C, il tutto decorato con mattoncini di colore giallo e marrone che ancora caratterizzano le antiche costruzioni. Oltre al mare, ai grandi stabilimenti balneari, ai lussuosi alberghi e strutture di animazione, la Tunisia, è dunque in grado di offrire uno scenario completamente diverso e inusuale che riesce a sorprendere e affascinare.
Oggi Tozeur è una tappa fondamentale non più per le antiche carovane quanto piuttosto per il turismo sahariano. Ed è per venire incontro ai visitatori che sono stati costruiti un interessante museo archeologico, in cui è custodita una vasta collezione di ceramiche e antichità, e una galleria d’arte che ripercorre la vita tunisina di ieri e di oggi. Forse non si vedrà più arrivare all’orizzonte qualche convoglio di cammelli e dromedari carichi di merci, ma all’interno del villaggio si continua a respirare un’atmosfera da ‘mille e una notte’ che catapulta in un mondo lontano. A poche ora d’aereo dall’Italia e dall’Europa, basta quest’oasi nel deserto e il paesaggio tutt’intorno cambia abito.
La Redazione
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