Tra i Castelli della Loira l’ultima dimora di Leonardo
Ampie sale lussuose, balli, feste, battute di caccia, immensi giardini, cortigiani, nobili, re, regine. Sembra quasi di riviverle tutte queste cose negli oltre 300 castelli principeschi situati nella nota Valle della Loira, conosciuta anche come il “Giardino di Francia”. Manieri in stile rinascimentale che iniziarono ad essere costruiti a partire dal X secolo, quando i sovrani scelsero la valle per le loro dimore estive.
La Valle, dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si estende seguendo il percorso della Loira, un immenso fiume che scorre per oltre 1000 km di lunghezza.
Il Castello di Chambord, il più vasto tra tutti, il Castello di Villandry con i suoi magnifici giardini, il Castello di Amboise, collegato tramite un passaggio sotterraneo a quello di Clos-Lucè, sono solo alcuni esempi di queste magnifiche strutture.
Proprio quest’ultimo fu la dimora in cui Leonardo Da Vinci passò gli ultimi tre anni della sua vita, dal 1516 al 1519. Il passaggio sotterraneo veniva utilizzato dal re Francesco I per far visita al Maestro in qualunque momento. Fu infatti il monarca a convincere Leonardo a trasferirsi a Clos-Lucè.
Oggi il castello invita il visitatore a scoprire le sue numerose invenzioni ma soprattutto ad esplorare il quotidiano della vita di Leonardo, attraverso la sua camera da letto, lo studio, la cucina, la piccola cappella, o i sotterranei in cui sono custoditi alcuni modelli dei suoi innumerevoli schizzi. Nel 2003, infatti, nel vasto giardino del castello è stato inaugurato il “Parco di Leonardo Da Vinci”, un museo in continua evoluzione in cui sono state ricostruite e collocate 16 macchine giganti, ideate dal Maestro e rappresentanti i cinque temi da lui trattati: genio militare, urbanistica, meccanica, macchine volanti e idraulica.
Un tuffo nel passato in un contesto che consente di rivivere le atmosfere di quei tempi e di far parte di un mondo a dir poco fantastico, che qui ha trovato un suo naturale insediamento, creando un paesaggio tra i più incantevoli dell’entroterra francese.
La Redazione
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