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Last Updated (Monday, 29 November 2010 20:42)

Viaggio al centro di Zurigo

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Casa delle Corporazioni ZurigoSi chiamano Zunfthaus, o meglio Case delle corporazioni zurighesi. Si tratta degli edifici che un tempo ospitavano le corporazioni di artigiani e di tutti coloro che esercitavano un mestiere e che oggi, invece, sono state riaperte e trasformate in  ristoranti pubblici, rinomati per le loro specialità zurighesi dallo stile classico, come lo ‘Zürcher Geschnetzeltes’, un delizioso spezzatino a base di carne di vitello e funghi, che oggi si può gustare nelle stanze storiche del Kronenhalle, ad esempio, famoso per i suoi ospiti e la sua collezione d’arte. Qui, infatti, si pasteggia in compagnia di quadri originali firmati Chagall, Picasso e Miró.

Tra le case medievali, i municipi rinascimentali, le piccole boutique nei vicoli contorti ed i caffè di un tempo nelle stradine strette e tortuose della città vecchia, compaiono lungo il fiume che la attraversa, questi antichi edifici barocchi capaci ancora di raccontare una versione nostalgica del passato di Zurigo. Una visita a piedi per il centro storico trasforma lo scenario nella vivida storia delle costruzioni tipiche e delle persone che vi sono vissute e vi hanno agito, mentre dietro le mura storiche di una delle case delle corporazioni, come la Zunfthaus zur Schneidern, prendeva vita un ambiente multiculturale.

Nessun’altra metropoli europea, in effetti, è stata pregnata così profondamente nel corso dei secoli dalle corporazioni, come è successo a Zurigo. Nella seconda metà del XIV secolo la vita sociale delle corporazioni artigianali divenne preponderante, svolgendosi prima in locali in affitto e poi in edifici appositamente destinati in legno, trasformati successivamente in costose costruzioni in pietra. Si trattava di edifici di grande importanza architettonica assieme ai municipi ed alle chiese, luogo di molti eventi: sedute d’affari, feste, banchetti ed assemblee annuali delle corporazioni. Lo splendore artigiano fioriva sempre più nell’arredo da tavola in argento, in una cornice elevata di musica e poesia. La vita di società non era più pensabile senza gli eventi delle corporazioni, tanto che le loro case divennero ritrovo non più solo per i loro addetti, ma anche per gente di alti ceti sociali, estranei al mondo dell’artigianato.

Sul finire del 1700, invece, la legge sulle corporazioni venne abolita dagli invasori francesi, che intascarono i loro tesori in oro e argento e ne vendettero le case. Delle 13 corporazioni originarie, la più antica risale al 1336, ne sono rimaste 11 a cui nel corso del tempo se ne sono aggiunte di nuove, in forma di libere associazioni e non più come autorità di Stato, fino al numero attuale di 25, compresa la più recente, che è del 1980. Alle ‘società’ dei vari vinai, tessitori, carpentieri, muratori, cordai, mugnai, fabbri, sellai, conciatori, tornitori e carrai si sono aggiunte via via quelle più moderne degli uomini d’arte e di pensiero. Il loro scopo oggi, è solo quello di curare l’amicizia e le tradizioni, come la Sechseläuten, una festa comune di primavera, a cui partecipano più di 7mila persone con indosso i costumi storici della città.


 

QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: WALKING ON THE WORLD

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