Abruzzo, le vie del gusto
Regione verde d’Italia, molto presente sulle tavole dei consumatori con i suoi prodotti genuini, espressione più sincera della terra d’origine, l’Abruzzo è protagonista del percorso agri-cult di questa settimana. Nonostante il brutto colpo al cuore di questo straordinario territorio, registrato nell’ultimo periodo a causa del terremoto, gran parte di esso è perfettamente fruibile per un turismo enogastronomico di qualità, che proprio in questo momento, peraltro, ha bisogno di essere confermato.
“Sulla fascia collinare-montana – racconta Daniele Zunica, presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti – riposano 18 tra i più suggestivi borghi italiani, ma il rischio è che la psicosi del sisma danneggi tutta la loro economia”.
Proprio negli estesi campi di questi monti le greggi danno un latte prezioso. Da esso, poi, si ricavano formaggi, fiori all’occhiello dell’Abruzzo. Come il Canestrato di Castel del Monte, ad esempio, un pecorino molto saporito per la cui tutela il Parco Nazionale ha istituito un apposito Consorzio.
Più in basso, l'altopiano di Navelli è la base di produzione di uno dei frutti tradizionali della terra più interessanti della regione, lo zafferano dell'Aquila DOP, ritenuto il migliore al mondo. Prodotti fondamentali nell’arte culinaria locale e che si possono gustare nei vari ristoranti e agriturismi del posto.
La cucina del luogo si presenta mediterranea negli ingredienti e nei profumi, creativa nella varietà e originalità dei piatti, dalle radici contadine e pastorali ma anche influenzata dal sapore del mare che ne bagna la costa. E’ insieme povera e nobile, antica ma riccamente semplice.
Uno spettacolo particolare è la festa della ‘Panarda’, una tradizione comune a molti paesi che si avvia dalla primavera in poi. L'aspetto più d’effetto di questa manifestazione sta nella quantità delle portate in cui i migliori cuochi della regione si cimentano, che possono superare anche le cinquanta di numero. L’etichetta, poi, impone ai commensali di onorare la tavola, consumando una ad una tutte le vivande proposte.
Nella gastronomia del territorio, in generale, primeggiano i prodotti della terra e delle montagne, come le carni e i formaggi, ma anche il pesce del litorale, fa la sua parte. Come pure le produzioni vinicole e olearie, conosciute e apprezzate ormai su tutti i mercati d’Europa e da anni premiate con riconoscimenti nazionali ed esteri di tutto rispetto.
I vitigni più noti e in uso sono il Trebbiano per i bianchi ed il Montepulciano d'Abruzzo per i rossi. Da poco, però, è stato operato il recupero di varietà autoctone minori come la Passerina, il Pecorino e la Cococciola. Senza dimenticare le dolci colline dove la fanno da padrone gli intrecciati rami d’ulivo che si susseguono a filari. L'olio extravergine DOP che ne viene prodotto non ha nulla a che invidiare ai migliori oli del mediterraneo.
Qualità davvero eccellenti di vini, invece, si possono gustare in provincia di Teramo, tra l’azzurro dell’Adriatico e la mole maestosa del Gran Sasso, tanto esaltata da D’Annunzio. Un percorso attraverso la strade dedicate ai nettari tipici di queste zone, porta a visitare cantine dalle antiche radici, come quella di Dino Illuminati a Controguerra. A 320 metri sul livello del mare, in una posizione panoramica del tutto singolare, i suoi vigneti hanno dato, e continuano a farlo, uve speciali per la vinificazione. Secondo la storia, questa terra generosa, infatti, fu in grado di offrire al grande Annibale e alle sue truppe, dopo la battaglia sul lago Trasimeno, cibo e vino che ebbero il potere di ritemprarne le forze.
“Ci sono zone che spesso si dimenticano, trattando di vino, e che invece quando un’occasione le fa tornare alla memoria, riportano alla luce tutta la loro importanza storica e tecnica”. Parola di Dino Illuminati.
La Redazione
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