Aceto Balsamico di Modena, un nuovo IGP di antiche tradizioni
Mosto di uva cotto maturato per lenta acetificazione, mediante l’invecchiamento in serie in botticelle costruite con legni diversi e di volume decrescente. Tradizionalmente collocate nelle acetaie, queste venivano poste nei sottotetti di case dotate di finestre, per consentirne frequenti arieggiamenti e sbalzi di temperatura.
Le uve da cui deriva il mosto in questione devono essere quelle del Lambrusco o del Trebbiano, coltivate esclusivamente nelle zone collinari di Modena e Reggio Emilia.
Il prodotto derivato da questo lungo procedimento, invece, è il raffinatissimo Aceto Balsamico di Modena, principe delle nostre tavole e amatissimo anche all’estero, uno dei più apprezzati prodotti agroalimentari tipici italiani. La diffusione del suo consumo e il grande successo sui mercati internazionali lo hanno portato ad ottenere poche settimane fa, dopo tredici lunghi anni di trattative, il famigerato riconoscimento IGP, Indicazione Geografica Protetta.Prodotto di antichissime origini, di cui si trovano tracce sin dall’XI secolo e precisamente nel 1046, anno in cui Bonifacio di Canossa fece costruire una piccola botte d’argento, vi versò un prezioso liquido e lo mandò al sovrano Enrico III di Franconia. Il re apprezzò talmente tanto questo regalo che riconobbe a Bonifacio la preminenza nei rapporti di poteri fra i signori della penisola. Cosa contenesse esattamente quella botticella è difficile a dirsi, in quanto all’epoca esistevano molte ricette derivate dalla fermentazione del mosto e del vino. Bisognerà attendere il 1860 per avere la prima ricetta ufficiale dell’Aceto Balsamico Tradizionale.
Capace di esaltare i sapori di pietanze sia crude che cotte, dalle più povere e semplici alle più elaborate e raffinate, frutto di una cultura e di una tradizione esclusivamente modenese che si perde nei secoli, l’aceto balsamico è uno dei fiori all’occhiello di questa zona, famosa per la qualità della vita e per una cucina semplice ma estremamente gustosa e saporita, basata sulla genuinità dei prodotti locali.
La Redazione
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