Ciauscolo, una passione tutta marchigiana
L’universo della pizzicheria nostrana si arricchisce di un’ulteriore Indicazione Geografica Protetta.
E’ il Ciauscolo, tipico salame della regione Marche, a meritare questa volta il riconoscimento IGP.
Una specialità che nasce nell’entroterra di questa regione, dove viene prodotta e proposta come un particolare salume tutto da “spalmare”. E’ l’etimologia stessa del termine a dimostrarne il ‘prelibato’ significato: dal latino “Cibusculum”, ossia piccolo cibo, per evidenziarne la bontà una volta disteso sul pane.
Caratteristica distintiva di questo insaccato è, infatti, la morbidezza, ottenuta grazie all’utilizzo di polpa e grasso di maiale, in percentuali variabili, finemente macinati per ottenere il celebre impasto cremoso. A definirne il sapore deciso, poi, sono le spezie: pepe nero e soprattutto aglio pestato.Prima di essere gustato, il Ciauscolo viene fatto stagionare per alcune settimane, conservato in un budello, anch’esso di suino. Una ricetta antica e una tecnica di lavorazione che si sono tramandate di generazione in generazione, in occasione della “pista del maiale”, ovvero i giorni della mattanza dell’animale e della preparazione degli insaccati. Nella cultura rurale e contadina, una vera e propria occasione di festa.
Ed è festa è ancora oggi sulle tavole delle famiglie marchigiane, soprattutto di quelle residenti nella provincia di Macerata, sui Monti Sibillini, dove il prodotto trova la sua casa naturale. In particolare, nel territorio di Matelica, che vanta bellezze paesaggistiche ed eno-gastronomiche senza eguali. Fra i percorsi naturalistici mozzafiato, basti pensare, infatti, che nelle giornate particolarmente limpide da queste parti è possibile scorgere dal Gran Sasso fino alla costa della Dalmazia. Un panorama reso ancora più gustoso se accompagnato da una bruschetta appena sfornata al Ciauscolo.
La Redazione
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