Fortana, un vitigno senza tempo
In una terra dove si mangia spesso e bene, si beve molto, dove il profumo dei fiori confonde e l'odore dell'erba tagliata stordisce, nasce diversi secoli orsono un vitigno autoctono che in altri paesi del mondo non è stato possibile trapiantare.
Il nome, per molta letteratura di settore, potrebbe derivare proprio dalla “forza” che questa pianta trae dalla terra argillosa e brulla che predilige in maniera del tutto naturale. I suoi acini spremuti, una volta distillati, interpretano tutto lo spirito di questa zona di pianura, dove anche il silenzio assume un senso diverso, quasi come una melodia, e dove la nebbia attorno al grande fiume Po crea un’atmosfera incantata.
Filari che ricamano un territorio vigoroso, come i sapori che da queste parti deliziano il palato, descrivono bene l’habitat dove il Fortana decise già diversi secoli fa di stabilirsi definitivamente. Si narra, infatti, che la famiglia del maestro Verdi accompagnasse i pasti con questo vino spumeggiante. Ma altre fonti ne accertano la coltivazione in questa zona ricca di cultura culinaria ed enologica già dal 1400. In un trattato del 1500 circa, Agostino Gallo ne descrive le caratteristiche produttive ed organolettiche, compatibili con l’arte gastronomica del luogo. E ancora, nel 1600, il Tanara lo cita come la regina “delle uve negre per fare buon vino, sano, durevole e generoso”, proveniente dalle “più nobili plaghe viticole”.
Un vitigno deciso e dolce allo stesso tempo, ad alcuni noto anche come ‘Uva D'Oro’, il cui nettare ben si sposa con i piatti tipici locali, generalmente calorici e saporiti, quali salumi in genere ed in particolare culatello e spalla cotta di San Secondo.
Tra la strade "basse" che incorniciano paesaggi piacevoli dove il tempo sembra si sia fermato, il Fortana è espressione anche della gente del posto. Da queste parti ci sarà sempre qualcuno che vi fornirà un'indicazione, forse in dialetto, forse non precisa, ma pur sempre con il sorriso sulle labbra.
R.S.
La foto si riferisce al Fortana del Bosco Eliceo DOC
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