I frutti “dimenticati” di Casola Valsenio in Romagna
“Il lioncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno”: in questo modo, Dante Alighieri descrive, nella Divina Commedia, Maghinardo Pagani, illustre discendente di Casola Valsenio. Ci troviamo in Emilia Romagna, in un piccolo comune, di neanche tremila abitanti, della provincia di Ravenna.
Qui, infatti, gli alberi da frutto di varietà oramai abbandonate o uscite fuori produzione non sono conservati solo nei ricordi degli anziani, ma vengono fatti rivivere ancora oggi sulle tavole dei romagnoli. Si tratta di frutti profumati, dai colori caldi e dai nomi originali: mele cotogne, pere spadone e pere volpine, corbezzoli, giuggiole che, insieme, danno vita a piatti straordinariamente gustosi come i risotti di pere, la salsa di rovo e di gelso o l’arrosto di arista con castagne.
Un ritorno d’interesse, dunque, verso i frutti di un tempo, anche per recuperare vecchi e più sani metodi di conservazione, lavorazione e consumo alimentare. Da non perdere, allora, i due appuntamenti autunnali dedicati a queste genuinità: il primo, il 10 e 11 Ottobre, con la Festa del Marrone che farà da appetitoso antipasto al secondo, la Festa dei Frutti Dimenticati, il 17 e 18 Ottobre.
Due incontri per non dimenticare l’antico ed inimitabile sapore dei cibi che la natura da sempre ci regala.
La Redazione
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