Il carciofo, un vero ‘re dell’orto’
Sodio, potassio, calcio, ferro, fosforo e vitamine: sono queste le maggiori componenti nutritive che caratterizzano, da secoli, l’ortaggio base di origine mediterranea, il carciofo, protagonista assoluto, di recente, del convegno tenutosi ad Alghero, ‘Valori e valore del carciofo italiano’.
Il carciofo, infatti, ha una storia millenaria, basti pensare che la sua evoluzione ha inizio circa 1200 anni fa, all’interno del bacino del Mediterraneo. La sua storia, di conseguenza, risulta essere fortemente influenzata dalle civiltà greco-romane e da quella araba, anche se la sua domesticazione sembra essere avvenuta durante l’epoca della Roma imperiale, per la precisione in Sicilia, dove oggi è possibile gustarne diverse varietà: dal Catanese al Verde di Palermo, fino al Violetto di Niscemi.
Dalla Liguria alla Toscana, dal Lazio alla Sardegna, l’Italia, dunque, ne è il maggior produttore, con circa il 35% e, nello stesso tempo, il maggiore consumatore a livello mondiale, con circa 8 Kg/pro-capite. Un primato tutto made in Italy che coinvolge anche la nostra cinaricoltura, divenuta ormai un modello di riferimento anche per gli altri Paesi.
La tradizione racconta che Caterina De Medici, amante dei cuori di carciofo, introdusse questa specialità al di fuori dai confini nazionali, presso la corte di Enrico II di Francia. Si dice, infine, che anche Luigi XIV fosse un grande estimatore di carciofi: un re dell’orto per un ‘Re Sole’.
R. C.
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