Il "Forno dei desideri"
Natale è ormai alle porte e noi, in occasione del Festival Europeo del Gusto ad Umago, nell’Istria croata, abbiamo avuto modo di assaporare l’unicità dei due dolci delle feste per antonomasia, il pandoro e suo “fratello” il panettone. Fiori all’occhiello del piccolo Panificio Fornaio di Sandro Facchin, nel comune di Crocetta del Montello, in provincia di Treviso. Uno dei pochi artigiani del pane e prodotti da forno ancora in circolazione, che si ostina a non usare semilavorati ma soltanto genuina materia prima e tanta passione.
Poche sembrano essere, allora, le determinanti che rendono unico nel suo genere un dolce come il pandoro, ad esempio, per restare in zona veneta. Estrema cura per gli ingredienti, recupero dell’originalità della ricetta, e perché no, anche un pizzico di creatività. Tuorlo d’uovo, zucchero, farina, burro di cacao, semplice burro, bacche di vaniglia, sale e lievito madre composto da succo di mela ed acqua: da qui si parte per approdare alla terra d’origine del pandoro.
Questo gustoso dolce dall’impasto soffice ha origini antichissime: venne infatti servito, per la prima volta, nel 1260 per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona. Si trattava di un dolce a forma conica, detto “Nadalin”, originariamente non molto alto e ad otto punte. Questa specialità natalizia, vanto della tradizione dolciaria nostrana, cambia poi forma nel corso dell’Ottocento: diventa più alto e le punte vengono ridotte a cinque, assumendo così il tipico aspetto del noto Pandoro di Verona.
Ancora oggi, dunque, è possibile gustare i profumi ed i sapori della tradizione legata al Natale, grazie ad esperti “maestri del forno” che, con passione ed entusiasmo, arrivano a riproporre la semplicità e genuinità delle antiche ricette, a volte osando un po’ forse, ma riuscendo così ad ottenere un risultato del tutto inimitabile.
R.C.
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