IL mercato dei prodotti a Km0
Garantisce un rapporto diretto tra consumatori e produttori agricoli. Valorizza le produzioni territoriali, i gusti e le ricette delle tradizioni locali. Assicura l’eccellente qualità del prodotto, pur diminuendone il prezzo. Parliamo del mercato degli alimenti a Km zero, una filiera produttiva che permette ai consumatori, incontrando direttamente gli imprenditori agricoli del territorio, di fare una scelta di acquisto consapevole.
A tal proposito, proprio nel cuore della Capitale, è stato da poco inaugurato il primo “mercato degli agricoltori” della città. Siamo nei pressi del Circo Massimo, in Via San Teodoro, dove un tempo si svolgeva il mercato del pesce: qui, seguendo una cadenza quindicinale, vengono proposti ai consumatori solo prodotti tipici locali e freschi di stagione. Scopo dell’iniziativa è quello di abbattere i costi intermedi, recuperando un valore aggiunto, grazie alla filiera corta, dal produttore al consumatore. In questo modo, infatti, i prodotti costano di meno, alcuni anche del 30% rispetto al prezzo commerciale. Aumenta, dunque, tra i cittadini capitolini e non, la necessità di mangiare cibi salutari, gustosi e sempre più a chilometro zero.
In tutto il Lazio, operano più di centomila aziende agricole a conduzione familiare e di dimensioni ridotte che promuovono la sana alimentazione. In un mercato alimentare quanto mai globalizzato, dunque, dove le carni arrivano dalla Polonia, la frutta dalla Nuova Zelanda e i pomodori dalla Cina, forte è ormai la necessità di risalire all’origine dei prodotti che portiamo sulle nostre tavole, perché l’inquinamento del pianeta passa anche dalla cucina.
Basti pensare che, un Kg di uva cilena, trasportata a Roma in aereo, brucia quasi 6 Kg di petrolio, producendo oltre 17 Kg di anidride carbonica. Fondamentale diventa, allora, sapere scegliere e sapere cosa si sceglie.
La Redazione
| < Prec. | Succ. > |
|---|
QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: AGRI-CULT








