Il pane tra antiche e nuove tradizioni
Con 250 tipologie prodotte, oltre 3 milioni di tonnellate in un anno, più di 50mila le aziende produttrici, rappresenta il 12,3% del totale dei consumi alimentari e l’89,6% della popolazione lo mangia tutti i giorni. E’ l’alimento principale nella nostra dieta, il pane, e questi sono tutti i suoi numeri in Italia.
Oggi addirittura abbiamo riscoperto quei cereali che una volta erano considerati “poveri” per apprezzarne le proprietà ed avere prodotti di grande qualità. Ecco quindi la nascita di svariati tipi di pane: bianco, nero, al sesamo, alle olive, di mais, ai fiocchi d’avena, al miele o altro, fino ad arrivare proprio in questi mesi alla produzione di un nuovo tipo di pane, “che fa bene al cuore”. Una ricetta speciale che diminuisce il quantitativo di sale mediamente utilizzato.
Al contrario di quello che si potrebbe pensare, la lavorazione salutare dell’alimento in questione non ha alcun effetto sul suo sapore, grazie ad alcune tecniche particolari di impasto, lievitazione e cottura che consentono di ottenere comunque il sapore tipico del pane artigianale di alta qualità.
Un percorso del benessere, dunque, quello intrapreso dai panificatori d’Italia, che si pone l’obiettivo entro i prossimi tre anni di ridurre il sale nel pane di ben il 15%, valido contributo per evitare quelle patologie cardiovascolari che un eccessivo consumo di sale può determinare.
La Redazione
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