L’ananas, frutto di antiche terre
E’ stato visto per la prima volta nel lontano 1493. Cristoforo Colombo ne ha assaporato la bontà nelle isole della Guadalupa, a sud degli Stati Uniti. E’ l’ananas, caratteristico frutto ipocalorico dalla polpa gialla, nato nella Basse Terre, una delle due ali che insieme alla Grande Terre disegnano la forma a farfalla tipica della Guadalupa, e importato in Europa dagli spagnoli e dagli inglesi.
Originariamente, gli indigeni americani appendevano l’ananas all’ingresso delle proprie abitazioni per dare il benvenuto. Nelle terre del massiccio montagnoso di questo spicchio di America, coperto da una magnifica foresta tropicale di 17000 ettari e con una vegetazione lussureggiante tra più di tremila specie di alberi, l’ananas rappresentava il simbolo primario dell’ospitalità.
Oggi questo frutto è consigliato in molte diete, viste le sue proprietà nutritive. Grazie ad un particolare enzima, la bromelina, infatti, l’ananas combatte la ritenzione dei liquidi in quanto ha un effetto diuretico, rivelandosi anche un buon digestivo. Possiede, inoltre, un’azione antiinfiammatoria sui tessuti molli e viene quindi usato nelle terapie contro la cellulite. Oltre agli effetti benefici sulla nostra salute, questo frutto può essere deliziato, servito come particolare piatto: con il pollo, in agrodolce, o come dolciume.
Da quelle terre così lontane dunque, luogo di pace contornato da spiagge rocciose e di sabbia color ocra, bruna, nera o rosa e con una splendida riserva sottomarina mondialmente conosciuta, quella del comandante Cousteau, l’ananas ha fatto il suo ingresso sulle tavole di tutto il mondo, regalando ai suoi estimatori benessere fisico e psichico.
La Redazione
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