‘La carne dei poveri’ di un tempo: le fave
La redazione di Paesaggiritrovati.it incontra a tavola il legume tipico di questa stagione: le fave. Normalmente consumate fresche, insieme alla pasta o come secondo piatto molto semplice, e in qualche caso anche essiccate, sono parte integrante del menu primaverile degli italiani. In particolare, questo alimento non manca nella dieta di un piccolo comune in provincia di Enna: Leonforte. Qui, ad essere riconosciuta come un’autentica ghiottoneria paesana è la “Fava Larga”, entrata a pieno titolo nel paniere dei prodotti tipici dell’alimentazione mediterranea.
La fava, infatti, è un legume antichissimo: basti pensare che tracce della presenza di questo alimento sono state rinvenute in villaggi neolitici ed in tombe egizie di circa 5ooo anni fa, nonostante il fatto che, in base a quanto tramandato da leggende popolari, essa non godesse proprio di una buona fama. Secondo superstizioni avvalorate nientemeno che da Pitagora, infatti, questa sembrava essere collegata al mondo dei defunti, al punto che, ancora oggi, si consuma in occasione della commemorazione dei morti.
Credenze popolari a parte, i ‘baccelli’, come vengono chiamate in un’altra regione d’Italia, la Toscana, sono ricchi di proteine, vitamine e sali minerali, garantiscono un giusto senso di sazietà, pur non contenendo molte calorie, oltre ad assicurare un corretto apporto di fibra, aiutando la regolarità intestinale. In definitiva, la fava, alimento tanto antico quanto sano e nutriente, risulta essere in questo periodo anche regina incontrastata del gusto, grazie alle diverse declinazioni gastronomiche in giro per l’Italia. Dalle tagliatelle con fave e pecorino, molto amate nella Capitale, passando per la tradizionale purea delle regioni nordiche, fino ad arrivare al classico ma delizioso piatto di fave con pancetta, tipico delle cucine del Sud.
R.C.
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