La Merenda Reale di Torino e dintorni
All’ora del tè in quel d’Inghilterra, in quel di Torino, invece, si usava scambiare qualche pettegolezzo davanti ad una buona tazza di cioccolata calda, accompagnata dalla pasticceria artigianale di corte. Oggi, come allora, è possibile rivivere, nei salotti ‘bene’ del Settecento, questo rito gastronomico tanto amato dai regnanti di Casa Savoia: la Merenda Reale.
Il rito si compone di due momenti in tutto. Il primo prevede che la cioccolata calda, rigorosamente preparata con l’acqua così come usavano i Reali, venga servita assieme ai dolcetti tipici della tradizione. Su tutti i ‘bagnati’, biscotti secchi da intingere, come pure torcetti, canestrelli, lingue di suocera e paste Savoia alla piemontese. Il secondo, invece, lascia spazio a diversi tipi di torte e praline. Primi fra tutti, in questo caso, i ‘diablottini’, i cioccolatini più antichi al mondo.
Fino al 14 marzo, diversi sono gli appuntamenti che permettono di riassaporare questa dolce cerimonia, ed in diversi luoghi del territorio, quasi a voler evidenziare lo stretto legame che esiste tra cultura e gastronomia. Oltre ai luoghi delle passate edizioni, come il Caffè Reale, infatti, il goloso turista potrà “recarsi a corte” anche in altre residenze signorili, nella Provincia torinese, come quella di Pavone Canavese o il Castello di Masino, per dieci secoli dimora storica dei conti di Valperga.
Un viaggio nel tempo, dunque, che è anche occasione per visitare monumenti nazionali come il Museo del Gusto di Frossasco, simbolo della cultura e conoscenza collettiva del cibo, o le Cucine Storiche di Palazzo Reale. Un percorso di quindici sale, nei sotterranei dell’ala di levante dell’edificio, articolato tra le cucine del Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena e quelle del Principe di Piemonte Umberto e di Maria Josè del Belgio. Ghiacciaie, dispense ed una grande cantina.
Foto di Massimo Melai, concessa dall'Ente Turismo Torino e Provincia
La Redazione
| < Prec. | Succ. > |
|---|
QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: AGRI-CULT








