La “Mora” di Romagna
Di costituzione longilinea, occhi a mandorla di colore nero, testa piccola con un muso lungo e sottile e pelle molto scura. E’ la Mora di Romagna, razza suina purissima, arrivata in Italia nei primi anni del Novecento ed in seguito allevata, quasi esclusivamente, in queste terre.
Da qui, la necessità di un tempestivo intervento da parte del WWF Italia che, insieme all’Università degli Studi di Torino, ha portato a termine un efficace piano di recupero della razza, facendo salire la consistenza di capi iscritti al registro anagrafico A.N.A.S. a circa 450, di cui 300 femmine e 150 maschi.
Il rilevante interesse volto alla tutela ed alla salvaguardia della Mora Romagnola è dunque presto detto: i salumi prodotti da questa razza suina si distinguono da tutti gli altri, in quanto a gusto e sapore. Data la vita sana dell’animale, infatti, fatto crescere allo stato brado ed alimentato esclusivamente con cereali, tutto ciò che ne deriva è unico e difficilmente imitabile. La parte grassa, presente in quantità elevata, è ricca di acidi polinsaturi che le regalano la classica caratteristica dello “sciogliersi in bocca”. La parte magra, invece, ha un colore rosso scuro, ricco di sapori forti e decisi.
Antica razza animale con notevoli doti di rusticità e forte attitudine materna, dunque, la Mora romagnola è stata, oggi, inserita dalla Regione nel Piano Regionale di Sviluppo Rurale come razza da salvare e, dal movimento Slow-Food, fra le cento produzioni italiane da presidiare.
La Redazione
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