La regina del Golfo di Trieste
Ha il corpo allungato e fusiforme, il capo prominente ed acuto e la bocca, piccolissima, è munita di minuscoli denti. Parliamo della sardina di Trieste, prodotto ittico per eccellenza del Golfo friulano in questione, dalle mille virtù nutrizionali. Che venga gustato come semplice antipasto o servito in quanto ingrediente principale di un ricco primo piatto, questo piccolo pesce si presenta, infatti, in maniera molto versatile e sempre assai gustosa nei piatti degli italiani. A rendere la sardina di Trieste un alimento unico sono, in primo luogo, le acque in cui la stessa nasce e cresce.
Un ulteriore fattore di distinzione per questo alimento ittico triestino è la modalità di pesca: fin dai primi anni del secolo scorso, infatti, a far abboccare i pesci all’amo sono le lampare, ossia specifiche imbarcazioni che utilizzano lampade ed alogenuri metallici per la pesca. In questo modo, il pesce non viene più attratto verso la costa ma è raccolto nello stesso luogo in cui la sorgente luminosa lo raduna, donandogli così un valore aggiunto.
In definitiva, le temperature acquee particolari in cui la sardina cresce, i suoi valori nutrizionali elevatissimi e il suo metodo di pesca tanto antico quanto innovativo sono tutti elementi che ne agevolano e giustificano la corsa, da tempo intrapresa, verso il riconoscimento IGP.
R. C.
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