La Valle dei piccoli frutti
Lo scrittore Robert Musil la definiva la “valle incantata”. Un motivo c’è e non è affatto casuale. Si tratta della Valle dei Mòcheni, o anche del Fersina dal nome del corso d’acqua affluente dell’Adige che la percorre. Ad una ventina di chilometri da Trento, questo raro angolo di equilibrio tra uomo e natura, mantenutosi inalterato dall’epoca della colonizzazione medievale ad oggi, è noto soprattutto per essere la culla naturale dei gustosissimi piccoli frutti di Sant’Orsola.
Paesaggi da fiaba e colori intensi e variegati dei prodotti della terra adornano quest’isola linguistica, dove l’origine tedesca prende il sopravvento anche sulla italica posizione geografica. Verdi distese, monti e colline terrazzate cosparse di steccati in legno, di malghe e masi caratteristici, che esercitano un fascino di notevole particolarità.
Già in passato, i piccoli frutti che crescevano spontanei e abbondanti nei boschi che coprono i fianchi della valle, costituivano una fonte di reddito molto importante per gli abitanti. Negli
ultimi decenni, infatti, la coltura di queste specie frutticole ha dato un impulso molto forte all'economia locale. Tanto che oggi i panorami naturalistici e i gusti tipici di zona si sono fusi in un unicum di grande pregio, un ‘Sentiero dei piccoli frutti’. Un’iniziativa adatta a tutti, grandi e piccini, che permette di pedalare in libertà per ammirare la vallata ed assaporarne le speciali delizie.
Nobili varietà di fragole e fragoline, ciliegie, ribes, mirtilli, more e lamponi, dal profumo ed aroma tipico dei frutti bianchi e rossi più selvatici. Soste golose lungo le piste ciclabili e le strade forestali che costeggiando il torrente dall’abitato di sant’Orsola, sede dell’omonima cooperativa storica, portano a Kamauvrunt, Passo Redebus e Palù del Fersina.
Un itinerario consigliato per scoprire la ricchezza di una terra dove le colture tradizionali sono indissolubilmente legate ai fattori ambientali e climatici che rendono così uniche le prelibatezze del luogo.
La Redazione
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