Le colline moreniche del Garda
Tanti anni fa bastava sentir parlare delle risate delle mondine tra i campi paludosi per pensare subito alle risaie della Pianura Padana. Oggi, invece, che quegli ambienti sono diventati habitat naturale di diverse specie di uccelli, e che le chiacchiere fragorose provengono da qualche sagra di paese, permane sempre e comunque l’antico legame tra riso e acqua. Siamo in una terra, solo in apparenza “piatta”, segnata in realtà da canali e filari di pioppi che incorniciano le rive dei grandi fiumi, dove si aprono le numerose corti risicole con le loro aie, i musei contadini custodi della vera cultura rurale, le strade dei vini, dei sapori e dell’arte incastonate in un paesaggio dolce e lacustre.
Si tratta delle colline moreniche del Garda, zona di notevole interesse che quest'anno celebra il 150° anniversario della battaglia di Solferino e San Martino, uno dei più cruenti scontri risorgimentali che portò alla fine della II Guerra d'Indipendenza.
Ritirandosi a nord, i ghiacciai lasciarono in questa area ammassi di rocce ed argille che plasmati dal tempo hanno ridisegnato un paesaggio sorprendente, carico di storia e capace di lasciare a bocca aperta…
Queste colline, che occupano la parte più settentrionale della provincia, si dispongono in un ipotetico triangolo, con base a Castiglione delle Stiviere, tra Volta Mantovana e Ponti sul Mincio.
Un intricato complesso di sentieri e percorsi, contornati dai biondi campi di mais, grano e girasoli, dove anche la vite e l’ulivo hanno trovato una ‘casa accogliente’, che portano a scoprire borghi tra i più belli sugli argini dei corsi d’acqua.
Qui è di scena ‘messer cappone’ che vanta tradizioni culinarie e di allevamento molto antiche e fortemente radicate al territorio, che meritano di essere riscoperte e valorizzate. Nel mantovano, infatti, da sempre troviamo questi pennuti, non solo sulle tavole imbandite dei grandi signori del rinascimento, ma anche nei pollai di campagna e nelle pentole delle modeste cucine delle case rurali. Ma queste zone sono anche vocate alla coltivazione della frutta, in special modo pere e mele, ed alla produzione di formaggi, specie di origine ovina e caprina, che già il sommo poeta Virgilio, illustre mantovano, decantava come “cibo prelibato da offrire solo agli amici più intimi”. Ma da queste parti, anche la semplice raccolta di erbe aromatiche ed il loro utilizzo nella cucina locale, ha origini davvero antiche tutte da scoprire.
La Redazione
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