Nocciole delle Langhe a rischio
Si caratterizza per la presenza di un guscio molto duro ma completamente pieno che consente un’ottima resa alla sgusciatura. Particolarmente apprezzata nel comparto dei dolciumi per i suoi parametri qualitativi, è molto amata anche dai consumatori per gusto ed aroma eccellenti. Si tratta della Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, meglio conosciuta come “Nocciola del Piemonte”, che trova terreno fertile soprattutto nella provincia di Cuneo e la cui produzione oggi è a rischio.
Il chocolatier Michele Prochet, in società con una nota casa produttrice, perfezionò nel 1852 l'impasto, tostando le nocciole e macinandole finemente. Secondo la leggenda, fu proprio un "colpo di cucchiaio", dato sapientemente al soffice impasto così ottenuto, a far nascere il gianduiotto con la sua tipica forma, presentato come primo cioccolatino incartato in occasione del Carnevale del 1865.
Ebbene oggi, la Nocciola del Piemonte riconosciuta anche a marchio IGP, così a lungo portatrice di tradizioni culinarie, potrebbe essere in serio pericolo. Fa discutere, infatti, la decisione dell’Unione Europea di aprire le porte all’importazione di nocciole dalla Turchia. Questo cagionerebbe non soltanto un probabile crollo della produzione nostrana, ma coinvolgerebbe soprattutto la salute dei consumatori finali. Il motivo è presto detto. La Turchia, infatti, presenta gravi problemi di contaminazione da aflatossine, le micotossine più nocive al corpo umano. La loro concentrazione, nella produzione turca di nocciole, presenta una percentuale molto più alta dei livelli comunitari consentiti. Se la proposta della UE venisse accettata, dunque, il benessere della comunità sarebbe il primo a risentirne.
R.C.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: AGRI-CULT








