AGRI-CULT
Uva d’Italia
Ultimo aggiornamento (Giovedì 29 Aprile 2010 10:03)
E’ la protagonista di una delle più celebri fiabe di Esopo, ma oltre a stimolare la fantasia dei nostri bambini ne stuzzica soprattutto l’appetito. Assaggiamo, per questo numero, il caratteristico frutto a grappolo formato da molti acini che presto riempirà le nostre tavole: l’uva. Le origini del delizioso frutto di tanto lavoro sono lontanissime: è nel 600 a.C., infatti, che i fenici portano per la prima volta l’uva sulle mense dei francesi, mentre i romani la introducono nel regime alimentare tedesco soltanto nel secondo secolo d. C.. Dalle tavole antiche a quelle di oggi, nonostante i secoli, il gusto, però, non è cambiato molto: la produzione attuale di uva da mangiare supera, difatti, i settanta milioni di quintali e il nostro Paese ne detiene il primato, con oltre quindici milioni.
Una lattuga tutta ‘differenziata’
Ultimo aggiornamento (Giovedì 15 Aprile 2010 10:53)
Cantava, tempo fa, Fabrizio De Andrè nella sua ‘Via del Campo’: “… dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”. Ebbene, oggi, questa licenza poetica sembra trovare un reale riscontro in un particolare tipo di lattuga: quella nata dall’utilizzo di compost derivati da rifiuti organici. Siamo a Salerno, dove, per la prima volta nel nostro Paese, è stata prodotta, grazie all’iniziativa dell’omonima Università, in collaborazione con la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, un’insalata coltivata utilizzando, invece che il tradizionale fertilizzante, un compost ottenuto dalla parte organica della raccolta differenziata.
Il carciofo, un vero ‘re dell’orto’
Ultimo aggiornamento (Giovedì 01 Aprile 2010 10:46)
Sodio, potassio, calcio, ferro, fosforo e vitamine: sono queste le maggiori componenti nutritive che caratterizzano, da secoli, l’ortaggio base di origine mediterranea, il carciofo, protagonista assoluto, di recente, del convegno tenutosi ad Alghero, ‘Valori e valore del carciofo italiano’.
La trippa attraverso lo Stivale
Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Marzo 2010 11:27)
Sono tantissime le città italiane che ne rivendicano la paternità. Altrettante sono le modalità di preparazione e di cottura che le conferiscono, quindi, un diverso sapore a seconda del luogo in cui è possibile gustarla. Sulla tavola di Paesaggiritrovati.it, per questo numero, c’è la trippa, frattaglia costituita dalle diverse parti dello stomaco bovino.
L’Intervista all’agronomo Danilo Marandola
Ultimo aggiornamento (Giovedì 11 Marzo 2010 10:46)
Il case study sul pane con le patate della Garfagnana
Cosa rappresenta il pane della Garfagnana per il suo territorio?
“Un prodotto tradizionale, fortemente legato alla cultura rurale. La tradizione di aggiungere le patate all'impasto, ad esempio, deriva dalla necessità di risparmiare la farina di frumento, bene prezioso nelle aree marginali e montane. Oggi il pane della Garfagnana è un prodotto ancora vivo nel territorio, diffuso in molte case, sentito dalla comunità locale e legato ad interessanti dinamiche di mercato. Il suo aspetto rustico, per esempio, lo lega bene al settore agrituristico contribuendo a caratterizare la ruralità del luogo. A fronte di un’interessante funzione di immagine, oggi però, il prodotto ‘pane’ rischia di perdere la sua connotazione originaria, in quanto viene fatto utilizzando materie prime e tecnologie diverse da quelle tradizionali pure”.
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