Tornareccio, capitale abruzzese del miele
Rappresenta il frutto di un lungo e laborioso lavoro a cura di instancabili operaie. È dolce, curativo, nutriente. Sulla tavola della nostra redazione assaggiamo, per questo numero, il miele. In particolare, ne gustiamo la varietà proveniente da quella che è considerata la capitale abruzzese in fatto di produzione del prodotto: il miele di Tornareccio.
Un’impresa facile, questa, per la cittadina abruzzese che, da sempre, lega il suo nome a quello del miele. Con la presenza di circa 7.000 alveari, difatti, a Tornareccio è possibile assaggiare infinite varianti di miele: dal millefiori, all’acacia, al rododentro. Qui, dove gli eventi storici, anche terribili, susseguitisi negli anni non hanno mai scoraggiato lo spirito combattivo dei produttori del luogo, che hanno sempre perseverato nella loro coltura di questo prodotto dolciario.
Basti pensare, a riguardo, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale, i nazisti distrussero totalmente ed in un colpo solo, il paese, poi lentamente ricostruito dai suoi abitanti con duro lavoro. Da quel momento, il comune “risorge” sul versante orientale del Monte Pallano, nei pressi delle sorgenti del torrente Osento, estendendosi lungo un’area molto montuosa. Del passato, il paese conserva ancora adesso resti di mura medievali ed un antichissimo castello che ospita davanti a sé una particolare fontana ottagonale.
Ma, il particolare che è meglio conservato a Tornareccio è anche l’elemento che ha reso questo comune tanto noto: la ricetta per fare un miele dal sapore unico ed inconfondibile. La stessa ricetta per cui, oggi, quello di Tornareccio è l’unico miele De. Co del nostro Paese.
La Redazione
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