Un patrimonio 'vitivinicolo' per l'umanità
Ventimila ettari di pendici collinari, ricamate da vigneti per ogni dove. E’ l’area di produzione di Valdobbiadene, nel trevigiano, da cui ha origine il Processo Doc, divenuto simbolo dello spumante italiano nel mondo. Un distretto di ben 15 comuni, in grado di conservare intatti nel tempo i profumi ed i sapori di una enogastronomia, dono di antiche generazioni ed espressione più autentica di tutto un paese.
Tra il complesso reticolo dei filari, numerose memorie storiche, come castelli, mulini, pievi e abbazie, raccontano la storia di luoghi che hanno un’identità forte e riconoscibile. Questi ambienti straordinari, infatti, si sono dati un nuovo obiettivo, divenire il primo patrimonio vitivinicolo dell’Umanità. Al centro della ‘sfida Unesco’ c’è il territorio. Con questo scopo nella mente ed i calici alla mano, nella splendida cornice del Castello trecentesco di San Salvatore a Susegana, più di cento aziende, divise per zone e vigneti, si presenteranno il 16 e 17 maggio prossimi. L’occasione è ‘Vino in Villa’. Durante le due giornate, infatti, saranno organizzate visite ad hoc, per conoscere gli scorci più belli che diverranno base di valutazione dell’organizzazione internazionale.
Un ambiente ancora intatto, dove per anni la forte pendenza delle colline ha reso difficile la meccanizzazione del lavoro, facendo sì che la conduzione dei vigneti sia rimasta quasi sempre affidata ai piccoli viticoltori. È proprio grazie a questi uomini e al loro amore per la propria terra che il paesaggio si è potuto conservare, tra le Prealpi e l’Adriatico che ne influenzano il clima e la natura. Ciglionamenti, rampe e terrazzi hanno infatti plasmato nei secoli i versanti ben esposti delle colline, modificandone le caratteristiche e rendendo lo scenario ancora più suggestivo.
Per non parlare dei prodotti locali come i molti formaggi dai nomi particolarissimi, dal Bastardo al Morlacco delle malghe di montagna, dalla Casatella al Montasio ed al Pressato. Qui dominano i piatti semplici della tradizione, in grado di svelare ancora la civiltà di questi luoghi e della su gente. Il pane è cotto a legna e la polenta è da sempre la regina delle tavole. Girovagando per le strade che da Conegliano portano, lungo svariati percorsi, a Valdobbiadene, ancora oggi si sente il profumo della cucina di casa. Dalle vecchie trattorie fuori mano alle osterie stellate il motivo ricorrente è sempre lo stesso, genuinità ed umanità.
La Redazione
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