Una lattuga tutta ‘differenziata’
Cantava, tempo fa, Fabrizio De Andrè nella sua ‘Via del Campo’: “… dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior…”. Ebbene, oggi, questa licenza poetica sembra trovare un reale riscontro in un particolare tipo di lattuga: quella nata dall’utilizzo di compost derivati da rifiuti organici. Siamo a Salerno, dove, per la prima volta nel nostro Paese, è stata prodotta, grazie all’iniziativa dell’omonima Università, in collaborazione con la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, un’insalata coltivata utilizzando, invece che il tradizionale fertilizzante, un compost ottenuto dalla parte organica della raccolta differenziata.
Un ulteriore fattore positivo della saporita ‘lattuga differenziata’ è dato dall’incidenza economica e ambientale: l’uso di un quintale di compost comporta una spesa di circa cinquanta euro, mentre una quantità equivalente di fertilizzante chimico viene a costarne oltre settanta. L’impiego nei suoli agrari di compost di qualità, infine, si è dimostrato essere un ottimo metodo di valorizzazione ambientale, oltre che agronomica, in quanto migliora tanto la qualità quanto la struttura del terreno stesso.
Quello che era nato solo come un esperimento, dunque, oggi risulta ben riuscito, tanto che già si pensa di usare il compost in questione anche per la coltivazione della patata. Un bell’esempio da seguire, quindi, che ci dimostra quanto l’agricoltura possa offrire all’ecologia, diventando soggetto attivo nella lotta allo smaltimento dei rifiuti.
La Redazione
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