Uva d’Italia
E’ la protagonista di una delle più celebri fiabe di Esopo, ma oltre a stimolare la fantasia dei nostri bambini ne stuzzica soprattutto l’appetito. Assaggiamo, per questo numero, il caratteristico frutto a grappolo formato da molti acini che presto riempirà le nostre tavole: l’uva. Le origini del delizioso frutto di tanto lavoro sono lontanissime: è nel 600 a.C., infatti, che i fenici portano per la prima volta l’uva sulle mense dei francesi, mentre i romani la introducono nel regime alimentare tedesco soltanto nel secondo secolo d. C.. Dalle tavole antiche a quelle di oggi, nonostante i secoli, il gusto, però, non è cambiato molto: la produzione attuale di uva da mangiare supera, difatti, i settanta milioni di quintali e il nostro Paese ne detiene il primato, con oltre quindici milioni.
Dolci storie sulla sua nascita a parte, però, non si possono comunque dimenticare le sue molteplici proprietà nutritive: un concentrato di sostanze rivitalizzanti, in grado di contrastare l’invecchiamento e di proteggere dalla fragilità capillare, in quanto dotata di acini ricchi di calcio, fosforo e polifenoli. L’uva risulta essere, dunque, un frutto tanto gustoso quanto salutare e ci piace pensare che ciò sia dovuto anche un po’ al fatto che, come ricorda la leggenda calabrese, essa possegga la forza delle stelle, la dolcezza del canto dell’usignolo e la luminosa letizia delle notti estive.
R. C.
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