Ferragosto in Abruzzo con la Sagra dei Talami di Orsogna
In collaborazione con il portale americano www.gourmetcookingandliving.com
E’ detta anche la festa dei ‘quadri biblici viventi’, una manifestazione a metà fra il sacro ed il profano che ogni anno ad Orsogna, piccolo centro in provincia di Chieti, in Abruzzo, festeggia la Pasqua e viene riproposta in estate per illuminare la notte di Ferragosto. Si tratta della Sagra dei Talami, una sorta di spettacolo teatrale itinerante di antiche origini, che fa ripensare al ‘Talamo nuziale’. E’ da lì, in effetti, che parte la tradizione secolare, i talami, semplici altari di legno arricchiti e rimodellati con scene viventi del Vecchio e Nuovo Testamento che, dalle 22 della sera a cavallo tra il 15 ed il 16 di agosto, sfilano per un paio d’ore tra le contrade del paese, sbucando da sette diversi quartieri caratteristici.
La particolarità di questo evento, in realtà, sta proprio nel motivo per cui si ripete anche in estate. Paradossalmente, infatti, questo non avviene in occasione della festa in Dicembre di San Nicola, patrono di Orsogna, ma di quella di San Rocco, un Santo agostano (estivo) per così dire, dedicandolo a coloro che negli anni ’50 e ’60 sono emigrati in America e che oggi tornano al paese solo nel periodo feriale.La Sagra abruzzese è una delle manifestazioni religiose popolari più antiche del nostro Paese, diffusa per di più in tutta Europa, seppur con nomi differenti. La sua origine risale al 1300 ed è legata all’effige bizantina di una Madonna nera, la Madonna del Rifugio, distrutta nel corso della Seconda Guerra mondiale che, secondo la tradizione, riusciva a cambiare il colore del viso e a muovere gli occhi. In suo onore, infatti, sono nati i primi Talami. Nel tempo, purtroppo, gli altri Paesi europei hanno perso questa usanza, mentre in Italia ad oggi, Orsogna rimane l’unico luogo che la conserva quasi come quella originaria. Unica eccezione nel panorama europeo è la ‘Mystery Plays’ di York, in Inghilterra, rievocazione medievale molto rigida della versione autentica.
La festa italiana dei Talami, in realtà, oggi è molto più folcloristica e collegata al territorio. Dei sette palchi sfilanti sei sono posti su carri trainati da trattori, mentre l'ultimo, detto de ‘La Risurrezione’, viene portato a spalla dagli alpini con un segno di speranza ad un anno dal terribile terremoto che ha devastato il cuore della regione. Senza contare che il nome stesso ‘Sagra’ fa subito pensare ad una fiera gastronomica più che religiosa. In effetti, la Sagra dei Talami è anche questo.
Diverse sono le pietanze orsognesi tipiche di questo periodo: dalle ‘Cucuccelle aribbinute’, zucchine essiccate d’estate, poi ravvivate in acqua bollente e cotte al sugo di pomodoro con aglio e peperoncino a cui di norma si abbinano le salsicce di maiale, alle ‘Sardelle mprijadurije’ (ovvero: sarde secche in ... purgatorio), comuni sarde sotto sale che, lavate e diliscate, vengono cotte in olio, poca acqua, aglio, prezzemolo e peperoncino per poi bagnarvi il pane dentro. Come dimenticare, poi, la Cipollata, semplice cipolla locale soffritta e passata al sugo su cui gli orsognesi ricordano un detto per indicare ironicamente quanto poco gradita sia agli uomini: "La moje chi vvo' bbene a lu marite la sera ji fa ritruvà la cipullate" (ovvero: la moglie che vuol bene al marito, per cena, ahimè! gli fa trovare la cipollata).
I piatti del giorno dei Talami rimangono, però, principalmente due: la ‘Pizz' e ffuje’, una focaccia di farina di mais e verdura mista di campo, e la ‘Gnuccune aristufate’, una sorta di pasta al forno casareccia un tempo tenuta al caldo nel tepore del camino spento.
A cura del Servizio Adv.
Le foto sono di ‘Interno Ottica’ di Cavaliere Anna Maria, che ne concede l'uso.
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