Il ‘Carnevalone’ delle Virgin Islands americane
In collaborazione con il portale americano www.gourmetcookingandliving.com
Non arriva in ritardo rispetto ai Carnevali che normalmente si celebrano nel resto del mondo nel mese di Febbraio. Il ‘Carnevalone’ delle Virgin Islands americane, in particolare quello di St. John che inizia l’ultima settimana di Giugno e prosegue per tutta la prima di Luglio, in realtà, è un evento molto significativo che trova il suo culmine nel giorno dell’Indipendence Day. Una miscela di elementi comuni alle manifestazioni carnevalesche che lo precedono nelle altre due isole dell’Arcipelago, St Croix e St. Thomas, nata con l’intento di celebrare una ricorrenza davvero ‘speciale’: l’Emancipation Day, l’anniversario dell’emancipazione degli schiavi.
In quella che è la più ‘vergine’ delle Isole Vergini, la più piccola ma anche la più aspra e selvaggia, ogni anno si svolge la popolare festa di parate e fiere culturali in grado di rappresentare l’intera tradizione isolana, con artigianato, storia e cucina. Dalle corse di bicicletta alle chiassose sfilate in costume dai colori sgargianti, che da notte fonda coinvolgono la folla fino a tarda mattina, dai mercatini gastronomici ai fuochi d’artificio ed ai concerti di musica live di diverso genere sulla Openheimer Beach, una delle più belle spiagge di St. John. Tutto questo è il Carnevalone, nella piccola insenatura riparata dell’isola, una festa che ha luogo intermente a Cruz Bay, la cittadina che si affaccia sull’omonimo porticciolo. In apertura, come in ogni edizione, c’è l’ormai nota Fiera Gastronomica del Food Fair & Coronation, un tripudio di sapori autentici del territorio.La Cucina Carabica, in effetti, è un vero e proprio ‘melting-pot’ di gusti che si sono avvicendati sulle isole grazie alle diverse dominazioni subite, da quella Danese a quella Spagnola e a seguire, Francese, Britannica ed Olandese. Ogni ondata migratoria ha portato con sé qualcosa di unico nella gastronomia del posto: nuovi metodi di cucina, nuove spezie o, semplicemente, nuovi modi di presentare il cibo. In nessun caso, però, si può dimenticare l’anima Creola che la contraddistingue, che si ritrova già nelle semplici insalate di pollo con curry e cocco o in quelle di fagioli neri.
Le foglie di ‘bay rum’, il frutto della passione, o l’erba lime venivano già impiegati dai nativi prima che si insediassero le colonie Europee. Tra le tante curiosità, inoltre, non si può non assaggiare il ‘Conch-fritter’, una frittella di un mollusco di mare locale, o meglio ancora il tipico pane fritto, il ‘Johnny cake’, per finire con i ‘Bush Tea’, le speciali tisane delle Virgin Island accompagnate dal tipico pane dolce alla banana. Non solo bevande preferite dagli isolani, ma soprattutto buoni rimedi per malanni, ancora oggi molto usate sin da quando sulle isole non esistevano medicine.
Ciò che, però, più di tutto rappresenta il vero significato del Carnevalone è la varietà di deliziosi rum che l’isola offre ai suoi visitatori. Questo liquore, fortuna di molti commercianti e al tempo stesso sfortuna per molti schiavi a lungo sfruttati nelle piantagioni di canna da zucchero, oggi è un po’ il simbolo di quella liberazione che tanto duramente si è riusciti ad ottenere anche a St. John. Durante la festa, in particolare, lungo le strade è possibile assaggiare il ‘Conquito’, una bevanda locale a base di rum, cocco e zucchero, e l’ancora più famoso ‘Tropical Rum Punch’.
A cura del Servizio Adv
Con il contributo di U.S. Virgin Islands - Ufficio del Turismo
www.isoleverginiusa.it
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