In Toscana a “caccia” di tradizioni e Brunello
In collaborazione con il portale americano www.gourmetcookingandliving.com
Siamo nella seconda metà del Trecento nei dintorni di Montalcino, antico borgo di Siena, quando fioriscono le arti e le tradizioni “cortesi”, tra cui spicca quella della caccia. I boschi tutt’intorno, infatti, sono ricchi di selvaggina e nel periodo da agosto fino ad ottobre, quando più fitto è il passaggio degli uccelli migratori, in particolare del tordo, vengono battuti da cacciatori e falconieri. Le loro prede diventano pietanze di banchetti festosi, contornate da giostre e tornei a cui partecipano sia i nobili che la gente comune del popolo. Da queste antiche tradizioni trae origine la “Sagra del Tordo”, festa popolare tipica della Val d’Orcia, in territorio toscano, che da oltre 50 anni si svolge tutte le ultime domeniche di ottobre.
La manifestazione, giunta infatti alla sua 52esima edizione, rievoca ogni anno la storia e i costumi tipici di un tempo, mettendo in lizza in una suggestiva sfida tra arcieri, i quattro quartieri cittadini: Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio. Ancora oggi, come un tempo, sfila per le vie del paese il Corteo Storico composto da circa centocinquanta figuranti, con abiti ispirati a quelli di fine Trecento inizio Quattrocento e studiati fin nei minimi particolari, mentre gli arcieri si cimentano nella “provaccia” del tiro. Si esibisce in balli tradizionali e costumi tipici della campagna toscana dell’Ottocento, il gruppo de “Il Trescone di Montalcino”. I garzoni e le donzelle del gruppo ballano e cantano accompagnati dalle fisarmoniche. Tra gli squilli delle chiarine, i battiti dei tamburini e le urla del banditore, alcuni tordi sono liberati in volo, in onore dei Signori di Fortezza.Le stradine del borgo si riempiono di colore, stemmi e stendardi dei quattro quartieri storici si affacciano da tutte le finestre medievali, comprese quelle della torre civica che domina la piazza principale, e l’atmosfera improvvisamente ritorna quella di un tempo. Taglia trasversalmente i secoli scorsi per condurre sotto la Fortezza e gustare le pietanze ed i prodotti tipici del luogo: pappardelle al cinghiale, “pinci” al sugo (pasta di casa lavorata a mano con acqua e farina), zuppa di fagioli, carni alla brace, tutto accompagnato dai famosi vini di Montalcino.
Un evento che ogni anno rivive la memoria storica della terra toscana e dei suoi frutti, ricco di fascino, magia e riti che coinvolge tutta la città famosa nel mondo per il suo vino, il Brunello.
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