Una vita sempre più rurale
Niente di più vero, soprattutto per i giovani che della riscoperta dei luoghi di campagna ne fanno una ragione di ‘qualità esistenziale’. Alla carenza di genuinità nei rapporti interpersonali si sopperisce sempre più spesso con la ricerca di luoghi ‘puri’, dove trascorrere un fine settimana o addirittura cambiar vita radicalmente. E’ quanto emerso anche dai nostri ultimi sondaggi, nelle cui preferenze i lettori hanno dato, inoltre, molto spazio alla solidarietà, pensando di impiegare qualche giorno di libertà per andare in Abruzzo e portare aiuto e sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto.
Si sceglie di vivere una dimensione all’insegna del verde e della famiglia, insomma.
Un esempio su tutti: la struttura rurale per eccellenza, l’agriturismo, ha raggiunto buoni risultati anche nello scorso ponte lungo del 2 Giugno. Secondo le ultime stime, infatti, il comparto agrituristico è quello che ha reagito meglio alla crisi economica delle famiglie, rispetto all’intero settore del turismo. La voglia di ecologia e di “saper fare con le proprie mani” ha portato ad una richiesta sempre maggiore di “corsi” nelle varie aziende agricole. Si vuole imparare a fare il sapone senza additivi chimici, a dipingere i tessuti con colori vegetali ricavati dalle piante, ad intrecciare canestri, o a fare le conserve alimentari, dalle classiche di pomidoro a quelle più raffinate di ortaggi e frutta.
Forse i soggiorni sono più brevi, a causa della ridotta disponibilità finanziaria, ma neanche le incerte condizioni climatiche distolgono gli amanti della natura dalla voglia di trascorrervi anche solo veloci parentesi di vita. Forse non si parla più di ‘tutto esaurito’, ma le strutture fanno a gara per cercare di offrire servizi diversificati e originali, dimenticando a volte che la prima regola è l’accoglienza spontanea. In realtà, la ricetta vincente è molto semplice: una buona e sincera cucina, panorami bucolici in assoluta tranquillità e percorsi che raccontino davvero i territori visitati.
Tutto il resto è ‘artificio’.
Rita Salimbeni
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