La Svizzera non è un trullo
di Antonio Nebbia
«Non si riesce più ad arrivare alla fine del mese. Non si riesce più a saldare le bollette ma neanche i tubi del telaio. Le biciclette vivono ormai con i genitori fino a 30 anni e hanno problemi al cambio, il cambio generazionale. Molte al sud non trovano un’occupazione e sono costrette ad emigrare in svizzera come la mia…».
Queste alcune righe del nuovo divertente libro edito da Ediciclo e scritto da Antonio Nebbia, autore e protagonista della storia. Personaggio poliedrico, emigrante di seconda generazione, nato in Svizzera da genitori italiani per poi tornare in Puglia dove oggi vive svolgendo i più svariati lavori: artista, conduttore radiofonico, guida turistica, cicloturista diplomato, etc. Ad un certo punto, infatti, sente la necessità di tornare nella sua terra natale in cui ha vissuto fino all’età di dieci anni.
Come di consueto si tratta di un viaggio in bicicletta, durato 14 giorni, che parte dalla Puglia, esattamente da Putignano, nel sud-est barese e arriva in Svizzera, a Lyss, cittadina elvetica nel cantone di Berna.
Un lungo tragitto che ci porta dal caldo di una tipica regione del Sud Italia con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, il cui simbolo conosciuto a livello mondiale è il trullo, tanto da essere dichiarato dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, fino al verde della Svizzera, famosa in tutto il mondo per la sua cioccolata.
Un viaggio sentimentale, ironico e bizzarro che mette a confronto due realtà opposte sotto molteplici punti di vista.
La Redazione
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