Lo Zen e l’arte di andare in bicicletta
La vita e altre forature di un nomade a pedali
di Claude Marthaler
"Cerco un equilibrio sui copertoni che accarezzano i contorni della crosta terreste, come un bambino o un cieco. Un colpo di manubrio, e il mondo si rovescia. Una buca, un automobilista pazzo e il mondo mi rovescia". Un nomade in bicicletta, di ritorno dal giro del mondo in 7 anni, svela la sua anima a pedali tra aneddoti, riflessioni e piccole filosofie quotidiane. La bicicletta come pensiero, come energia, come via per la felicità. Una seconda pelle, contatto immediato con la terra e la natura che consente geografie respirabili, leggerezze inarrivabili, emozioni inenarrabili.
Dopo aver scalato tutte le più alte vette dell’universo sul suo fedele ‘yak’, dopo aver assorbito colori, immagini, sensazioni e conosciuto un patchwork inebriante di persone, avventure, sofferenze ed estasi in cammino, Marthaler racconta la sua anima a pedali, filosofeggia sull’andare in bicicletta, descrive il mondo visto dal sellino. È il racconto di chi vive la bici come una parte di se stesso, un prolungamento del proprio corpo. Spiega cosa significhi viaggiare a pedali, ma anche semplicemente pedalare senza una destinazione, con la mente vuota, lasciandosi riempire dalle immagini e dalle sensazioni. Descrive la grande ruota del mondo, e cosa si vede attraverso i suoi raggi.
La copertina è di Altan
Pag. 144, Prezzo 14,50 euro
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La Redazione
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