I Palazzi dei Rolli di Genova: Liguria, non solo mare
Il Geoparco del Beigua, Portovenere e le Cinque Terre sono solo alcuni tra i tesori liguri che ben rappresentano tutta la Regione. Diverso genere è quello dei Palazzi dei Rolli a Genova. Una struttura urbana definita dal Poleggi come "una reggia repubblicana, vera contraddizione in termini dietro a cui si spalancano orizzonti di storia abitativa e urbana, piuttosto che di sola architettura". Questi edifici, infatti, raccontano una Genova magica di re, corti, dogi e principi dotati di una concretezza tipicamente genovese, esplicitata in un'ospitalità fatta di case private rese pubbliche.
La Genova del ‘600, infatti, è il primo esempio europeo di progetto urbanistico pianificato da un governo per garantire residenza. Nella Repubblica rifondata da Andrea Doria a cavallo tra ‘500 e ‘600, esisteva un sistema che offriva ospitalità alle visite di stato e di personaggi importanti, alloggiandoli nelle dimore delle più importanti famiglie patrizie. Ciò avveniva attraverso i “Rolli degli alloggiamenti pubblici”, gli elenchi che, in più edizioni e aggiornamenti, contenevano i nomi dei palazzi destinati ad ospitare i notabili di passaggio in città. In tal modo l’aristocrazia genovese contribuì a far conoscere un modello architettonico che ha attratto artisti e viaggiatori famosi, come Rubens e la sua collezione di illustrazioni.
Nelle sue Memoires d'un touriste, Stendhal scrive, quando ormai l'uso dei Rolli era caduto in disuso: « I ricchi di Genova occupano quasi sempre il terzo piano per poter vedere il mare. I gradini delle scale sono di marmo ma quando, dopo aver salito cento di quei gradini, un valletto, dopo avervi fatto aspettare un quarto d’ora viene a dirvi: "sua eccellenza è ancora nella sua stanza, ripassi domani", è permesso avere uno scatto d'umore, soprattutto quando si deve ripartire la sera ... ». Le parole del celebre scrittore evidenziano come la consapevolezza di disporre di un patrimonio d'arte e urbanistico di assoluto valore fosse tale da indurre gli abitanti più potenti ed influenti della Genova di allora a organizzare un vero e proprio censimento.
L’assegnazione della residenza avveniva a sorte: ogni “Rollo” era suddiviso in tre “bussoli”, in base al livello dell’ospite. Il primo bussolo per cardinali, principi e viceré; il secondo per feudatari e governatori; il terzo per principi e ambasciatori. I proprietari dei palazzi erano obbligati ad offrire le loro dimore agli ospiti, ma tutta la comunità ne riceveva un beneficio in termini di immagine, diffondendo una cultura dell’ospitalità che è arrivata fino ai giorni nostri tanto da essere apprezzata dall’UNESCO. Il 13 luglio 2006, quarantadue degli ottanta palazzi iscritti negli antichi Rolli, sono stati consacrati come Patrimonio dell'Umanità.
Il percorso dei Palazzi, idealmente, parte da via Balbi, per poi dividersi in due tronconi: il primo, sontuoso e principesco, passa per l’antica via Aurea, l‘attuale via Garibaldi; il secondo, non meno scenografico e ricco di vita, attraversa via Lomellini e via San Luca, a due passi dai “carruggi”. Da poco, inoltre, uno di questi, Palazzo Grillo di Piazza delle Vigne, è divenuto sede della Fondazione intitolata al grande cantautore genovese Fabrizio De André. Ubicata in pieno centro storico, l’antica dimora contiene spazi di informazione ed aule dedicate allo studio della Scuola genovese dei cantautori, mentre l’ultimo piano mantiene la stessa destinazione d’origine: un relais-foresteria per gli ospiti.
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