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Last Updated (Friday, 22 October 2010 11:24)

In Franciacorta, tra vigneti e retifici, il Palazzo culturale dei Torri

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Palazzo Torri FranciacortaLa Franciacorta è stata descritta da poeti, pittori e fotografi come “ una visione di colline placide e ridenti, di paesi assolati, di sontuose ville signorili e di terre coperte di vigneti e cantine di vini pregiati”. Siamo in terra bresciana, quella della Pieve di Santa Maria della Neve, affrescata nel ‘500 con scene della Passione di Cristo e definita dal Testori come “la Cappella Sistina dei Poveri”; quella del Lago d’Iseo e di Montisola, l’isola lacustre più grande d’Europa, dove antichi mestieri, come la lavorazione delle reti da pesca, si fondono con l’inimitabile fascino del paesaggio vitivinicolo circostante.  

Già nel Medioevo, infatti, le più ricche cantine di questa zona della Lombardia includevano nel loro assortimento le "crespie", prime esperienze padane di rifermentazione. In omaggio alla più antica storia italiana in materia, dunque, e seguendo un preciso criterio di zonazione, il territorio è stato suddiviso in sei principali tipologie di suoli, indicati come unità vocazionali, vale a dire situazioni ambientali anche distanti tra loro, ma simili per caratteristiche microclimatiche e paesaggistiche, in cui la vite si comporta in modo omogeneo.

In questo splendido contesto di storia e natura, si erge una delle “Ville di delizia”, Palazzo Torri. Ubicato a monte del vecchio borgo di Nigoline Bonomelli, oggi frazione del comune di Corte Franca, questa antica residenza nobiliare seicentesca in stile barocco ha preso il nome dai coniugi Torri, che tra la fine dell’800 ed i primi del ‘900 aprirono la loro dimora al pubblico, trasformandola in vero e proprio “salotto letterario”. Un luogo di cultura, in sostanza, dove si svolgevano incontri e dibattiti di vario genere frequentato da ospiti illustri, come Carducci, Pascoli e Fogazzaro, ma anche punto di riferimento per i poveri contadini che popolavano la zona e che, sia nel lavoro che negli studi, furono sostenuti da Paolina Torri. Lo spirito liberale che aleggiava nella casa grazie alla sensibilità dei due coniugi, rendeva possibile lo scambio tra personalità di diversa origine e formazione. E se la moglie prediligeva incontri con intellettuali, artisti e uomini di Chiesa, il marito Alessandro, invece, preferiva lo scambio culturale con rappresentanti delle istituzioni e della politica, come Zanardelli, con cui collaborò anche alla stesura del codice civile.

Se Paolina viene ricordata in racconti e testimonianze dirette come una donna “illuminata”, molto importante per la società del tempo, anche la sua casa ha giocato un ruolo decisivo nella formazione del pensiero italiano dell’epoca. Molte case di vacanza della nobiltà, infatti, erano considerate il prolungamento dei salotti delle città lombarde più vicine, come Milano, e nel caso dei Torri anche di città lontane come Monaco di Baviera, dove Paolina risiedeva per lunghi periodi dell'anno con i suoi figli e dove frequentava musicisti e pittori delle correnti artistiche più importanti.

Un viale alberato conduce alla corte della Villa dominata da un'imponente facciata seicentesca ed un monumentale portico con alte arcate in muratura. Oggi è possibile visitare le scuderie, ancora integre, realizzate nello spazio originariamente corrispondente al presidio militare cinquecentesco, la Cucina Antica, caratterizzata da un grande camino in pietra di Sarnico, e varie stanze, come quella della Musica, la Biblioteca, la Sala del Biliardo dalle volte con affreschi settecenteschi o il Salone di rappresentanza, che sfoggia decorazioni ottocentesche e mostra, sopra il camino di marmo bianco di Botticino, lo stemma nobiliare dei Torri. Uno scalone sempre in pietra di Sarnico, porta alla Galleria, di gusto barocco, che espone alcuni ritratti degli antenati di famiglia. Da qui si giunge alla Camera del Vescovo, dove spirò Bonomelli nel 1914.  Il pavimento in seminato veneziano mostra il solco lasciato dai passi dei numerosi amici e fedeli che accorsero al suo capezzale. Accanto, si trovava l'appartamento privato di Paolina, che vi soggiornava solo nel periodo estivo. Nel giardino della villa, infine, si possono ammirare maestose piante plurisecolari, come gli splendidi cedri Deodara, per poi spaziare con lo sguardo sulla sconfinata campagna ricca di vigneti che circonda questa antica quanto affascinante dimora.

La Redazione

QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: RESIDENCES RANDOMLY

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