La ‘Casa di Fabrica’ nel Paese dello scalpellino
Ai piedi delle tre torri che dominano il picco di San Marino, nella suggestiva cornice della vallata alle porte dell’Italia, rinasce in tutta la sua umiltà e semplicità ‘Casa di Fabrica’. Questo scrigno di memoria e di saperi, come già è stato definito, è risorto nella piccola Repubblica dopo un accurato e sapiente lavoro di restauro sostenuto dal Consorzio Terre di San Marino ed oggi rappresenta il Museo della Civiltà Contadina dello Stato.
Di mese in mese questa abitazione-museo è stata arricchita con vecchi particolari riadattati, utensili e stoviglie ormai quasi introvabili, rendendo davvero unica ogni stanza, nel segno di un recupero non solo di oggetti ma anche di tutta una tradizione identitaria di un Paese che rivive le sue origini con orgoglio. Con dovizia di particolari, dunque, oggi si può vedere riprodotta al pian terreno la sala da pranzo con annesso camino e pentolaccia della zuppa, piattaie e madie ricche di arnesi da cucina vari, o al secondo piano la stanza da letto con una culla appesa al soffitto, il pitale ai piedi dell’imponente letto di ferro e la valigia di cartone da emigrante sull’armadio.
Che dire poi dell’ultima sala, mansardata, carica di forconi appesi, bilance, falci e coltelli di diverse dimensioni, tutti allineati di fronte all’angolo dei gioghi dei buoi e al piano di lavoro di falegnami e ciabattini. Una volta, infatti, le scarpe si usava farsele in casa, in una casa ‘fabbrica’ tipo questa. Una quantità imprecisata di attrezzi di ogni tipo per questo ‘tesoro di ferri del mestiere’, lascito di anziani nonni sammarinesi, proprio in quella terra che fu patria di un tagliapietre, tale Marino, poi fatto Santo.
Rita Salimbeni
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