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Last Updated (Monday, 29 November 2010 21:03)

La ‘Casa di Fabrica’ nel Paese dello scalpellino

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telaio Casa di FabricaAi piedi delle tre torri che dominano il picco di San Marino, nella suggestiva cornice della vallata alle porte dell’Italia, rinasce in tutta la sua umiltà e semplicità ‘Casa di Fabrica’. Questo scrigno di memoria e di saperi, come già è stato definito, è risorto nella piccola Repubblica dopo un accurato e sapiente lavoro di restauro sostenuto dal Consorzio Terre di San Marino ed oggi rappresenta il Museo della Civiltà Contadina dello Stato.

Territorio di grande e antica tradizione questo, da sempre neutrale oasi di pace, dove si invecchia bene a quanto pare, per il buon livello di vita che qui si può condurre, e dove rinomata risulta essere anche l’ospitalità della gente che lo popola. La stessa accoglienza che si respira al solo ingresso in questa dimora d’altri tempi, dove ogni attrezzo, ogni suppellettile domestica ed ogni arredo riporta la memoria ai tempi della nonna. Tempi in cui si filavano i tessuti con l’enorme telaio, rimesso a nuovo, che riempie tutta una stanza al piano superiore della Casa con le pareti tappezzate di tovaglie di canapa e lino. Tempi in cui si macinava a pietra il pane fatto in casa e cotto nel forno a legna, o si stiravano gli indumenti con delle pesanti piastre di ferro che solo lontanamente potrebbero ricordare i design dei ferri da stiro moderni.

Di mese in mese questa abitazione-museo è stata arricchita con vecchi particolari riadattati, utensili e stoviglie ormai quasi introvabili, rendendo davvero unica ogni stanza, nel segno di un recupero non solo di oggetti ma anche di tutta una tradizione identitaria di un Paese che rivive le sue origini con orgoglio. Con dovizia di particolari, dunque, oggi si può vedere riprodotta al pian terreno la sala da pranzo con annesso camino e pentolaccia della zuppa, piattaie e madie ricche di arnesi da cucina vari, o al secondo piano la stanza da letto con una culla appesa al soffitto, il pitale ai piedi dell’imponente letto di ferro e la valigia di cartone da emigrante sull’armadio.

Che dire poi dell’ultima sala, mansardata, carica di forconi appesi, bilance, falci e coltelli di diverse dimensioni, tutti allineati di fronte all’angolo dei gioghi dei buoi e al piano di lavoro di falegnami e ciabattini. Una volta, infatti, le scarpe si usava farsele in casa, in una casa ‘fabbrica’ tipo questa. Una quantità imprecisata di attrezzi di ogni tipo per questo ‘tesoro di ferri del mestiere’, lascito di anziani nonni sammarinesi, proprio in quella terra che fu patria di un tagliapietre, tale Marino, poi fatto Santo.         

Rita Salimbeni

 

QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: RESIDENCES RANDOMLY

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