Etna e Mediterraneo, un binomio affascinante con destinazione Lampedusa
A ridosso del mare svetta l’Etna, “colonna del cielo” per il mitico Pindaro, uno degli ultimi paradisi della natura. Protagonisti assoluti, le acque blu cobalto ed una terra lavica brunita per un ‘unicum’ quasi indescrivibile. Il vulcano visto dal mare e le imbarcazioni a vela raccontano gli attracchi della superba costa orientale siciliana. La generosità di madre natura, da queste parti, favorisce tante iniziative che puntano soprattutto alla valorizzazione turistico-culturale ed ambientale di beni sia terrestri che marini. In prima linea, la campagna “Cetacean Research and Conservation in The Mediterranean Sea”, giunta alla sua quinta edizione quest’anno.
Per gli incontri faccia a faccia con i delfini, infatti, si può navigare con chi la organizza, Ketos, ente culturale e scientifico di Catania, nato con l’obiettivo di studiare la cetofauna presente in queste acque. Nelle uscite in mare, i biologi introducono l’escursionista nella realtà della pesca del golfo etneo, dove sembra si instauri una certa complicità tra mammiferi e pescatori. Si può veleggiare lungo le loro rotte per osservarli e raccontare il loro mondo. Qui, lo scenario marino si anima di stenelle striate, tursiopi, grampi, globicefali, zifi, e altre specie di delfinidi. E sono diverse, già, le balenottere comuni, tra le 10 e le 15 miglia a sud-est delle Isole Pelagie, che l’equipaggio ha avvistato dallo scorso 28 febbraio ad oggi, quando a bordo del ‘Maria Vittoria’ e sotto la vigile attenzione del responsabile scientifico, Mario Tringali, la spedizione è partita dal porto catanese. Destinazione Lampedusa, per monitorare costantemente la vita di questi cetacei.
Dopo quattro giorni di navigazione lungo la rotta Siracusa-Malta, per lo staff dei ricercatori sono giunti i primi risultati: la conferma della presenza invernale di questa specie di cetacei nell’area delle Pelagie per motivi trofici. Una verifica che ha consolidato i dati raccolti dall’associazione nell’arco di ben 5 anni di spedizioni scientifiche nell’area tra lo Ionio occidentale e il Canale di Sicilia. Difatti, durante le scorse edizioni di questa Campagna, era stata documentata la presenza della balenottera comune a largo dell’isola di Lampedusa nei mesi di febbraio, marzo e aprile, e invece nelle acque del Mar Ionio e Tirreno meridionale nei mesi estivi. Il tutto al fianco di enti pubblici e scientifici e grazie a metodologie delle più moderne. Il distance sampling e ad libitum sampling, sono i metodi di ricerca di quest’anno: consistono nell’avvicinamento degli animali e in immersioni subacquee che hanno lo scopo di fotografare e filmare i singoli individui per identificarli, tramite la tecnica della fotoidentificazione, e poi analizzarne i comportamenti.
Il progetto, nato dall’esigenza di colmare le conoscenze sulla presenza, distribuzione e conservazione dei cetacei nei mari siciliani, come da impegni presi con l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, punta alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa i temi ambientali legati al mare, con particolare riferimento all’affascinante mondo di balene e delfini. L’edizione 2009 risulta, però, particolarmente importante perché chiude un lustro di ricerche e prepara la Sicilia all’iniziativa “Countdown 2010”, che riunirà Governi, Ong, aziende private e cittadini comuni per focalizzare l’attenzione sulla tutela delle biodiversità.
Gli appassionati possono seguire le attività e la vita di bordo, attraverso un diario virtuale, visitabile on-line sul sito www.ketos.sicily.it, costantemente aggiornato dai membri dell’equipaggio.
Mara Costantino
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