A Capo Posillipo, il parco subacqueo di Gaiola
Splendido risultato della fusione tra elementi vulcanologici, archeologici e biologici è il Parco sommerso di Gaiola, attorniato dal suggestivo paesaggio costiero di Posillipo, a pochi chilometri dal capoluogo partenopeo. Con un’estensione di soli 42 ettari di mare, si tratta di una piccolissima area marina protetta, costituita da un insieme di più isolotti che si sviluppano dal Borgo di Marechiaro alla Baia di Trentaremi.
Quest’antica testimonianza di civiltà, in realtà, porta con sé anche un altissimo valore ambientale, oltre quello propriamente storico. L'estrema complessità geomorfologica dei suoi fondali, infatti, e la continua vivificazione delle sue acque, garantita dal favorevole sistema di circolazione delle acque costiere, hanno permesso l'insediamento in pochi ettari di mare, di molte comunità biologiche marine tipiche del Mediterraneo.
Un mare di storia, dunque, che ospita diverse specie di popolamenti biologici e che conserva ancora numerosi resti di altre ville e strutture di epoca romana, sparsi lungo tutta la costa di Capo Posillipo, luogo prescelto dove, come suggerisce l’etimologia stessa del termine, si “calmano i dolori”. In effetti, potendo ammirare il modo in cui gli organismi marini abbiano dato forma, vita e colore a quanto creato dalla natura, sembra davvero di riuscire a dimenticare, anche solo per un istante, ogni male.
R.C.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
QUESTO ARTICOLO LO TROVI NELLA RUBRICA: SOMMERSO








