Al Big Blu prende il largo il nuovo ‘Sistema Mare’
Uno spazio espositivo di 90mila metri quadrati ha accolto oltre 140mila visitatori e messo in mostra 800 barche, fra cui numerose anteprime mondiali. E’ questo, in cifre, il ricco scenario presentato di recente a Roma al Big Blu, il Salone della Nautica e del Mare. La manifestazione, però, giunta alla sua quarta edizione, nasce per uno scopo ben preciso: valorizzare il comparto della pesca, dimenticato per troppo tempo dalla politica italiana.
A riguardo, dal Ministero dell’Agricoltura, Dipartimento Pesca, è stata affermata con forza la necessità, al giorno d’oggi, di una sinergia tra i vari ‘settori del mare’, ancora divisi e frastagliati, per comprendere bene il valore sociale ed ambientale delle nostre acque.
Nello specifico, il comparto analizzato sotto tutti i punti di vista è stato proprio quello della pesca, partendo dal problema della logistica e del trasporto dei prodotti ittici. Migliorando questi servizi, infatti, si otterrebbe non solo un prodotto ittico più fresco, ma anche e soprattutto la tanto agognata sinergia tra i vari settori coinvolti, nel pieno rispetto di tutto un delicato e fragile ecosistema da mantenere in assoluto equilibrio.
In definitiva, la kermesse sull’universo del mare ha messo in scena molto più che una semplice esposizione. Il risultato finale è stato il protocollo d’intesa siglato dal Mipaaf, Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ed Unioncamere, un documento programmatico che coinvolge, in particolare, l’anello più debole della filiera, la pesca, con notevoli ripercussioni anche sul sistema economico allargato. Se in precedenza, infatti, il totale dei lavoratori occupati in questo settore non raggiungeva neppure il 3%, dopo l’Accordo, si stima che l’insieme degli occupati salirà di oltre mezzo punto percentuale.
R. C.
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