Il Delfino rosa amazzonico, un prode a rischio di estinzione
In questi giorni, sta girando in Tv lo spot di una Onlus per la difesa del delfino rosa del Rio delle Amazzoni, in pericolo di estinzione. Boto, è il suo nome tradizionale, è il più grande delfino di fiume del mondo ed in effetti, attualmente è incluso nella Lista Rossa delle specie ad altissimo rischio. Questo particolare mammifero, che può raggiungere quasi tre metri di lunghezza e 180 chili di peso, è in grado di muovere anche lateralmente la testa, leggermente separata dal corpo, per catturare i pesci che si annidano nello strato inferiore delle foreste inondate. Costituisce, quindi, quasi una sorta di ago della bilancia nella catena alimentare del polmone verde del mondo, l’Amazzonia.
Terra di meraviglie da salvare questa, ma anche terra di prodigi, dunque. Nei miti e nelle leggende degli abitanti dei bassopiani amazzonici, infatti, si narra del delfino rosa come di un grande seduttore di donne, capace con una melodia irresistibile di attirarle e trascinarle con sé sul fondo del fiume. Dopo nove mesi, la donna irretita darebbe alla luce una creatura albina, con gli occhi vitrei come l'acqua dove è stata concepita, dall'indole scontrosa e cagionevole di salute.
Più di 800 anni fa, il poeta persiano Omar Khayyam scriveva: “Sussurrando, l'argilla si rivolse al vasaio che la stava lavorando: non scordarti che tu fosti come me. Dunque non maltrattarmi”. E’ proprio quello che dobbiamo ricordare quando sentiamo che, secondo gli studiosi, entro il 2020, il 42% della foresta amazzonica sarà distrutto senza possibilità di recupero e solo il 5%, nelle previsioni più pessimistiche, potrà ancora essere definito ‘foresta vergine’. Il delfino rosa è lì per mantenere questo ecosistema e, non a caso, è nata la Riserva Xixuau Xiparina: 178 mila ettari di foresta primaria nell'estremo sud dello Stato di Roraima, a 500 km da Manaus. Da tempo, i nativi della Riserva si battono per proteggerne l'ambiente naturale, proibendo l'accesso ai pescherecci commerciali e ostacolando le imprese del legname. Solo così si può garantire la sopravvivenza del ‘piccolo’ grande Boto.
La Redazione
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