Il Parco archeologico di San Pietro in Bevagna
Partì dalle acque del mare Egeo senza mai, però, arrivare a destinazione. Si tratta di una nave romana risalente al III secolo d.C., naufragata sulle coste pugliesi, a largo di San Pietro in Bevagna, nelle vicinanze del piccolo comune di Manduria, in provincia di Taranto.
Quest’antica imbarcazione, rinominata “Relitto dei Sarcofagi” si trova a soli 100 metri dalla riva, ad una profondità di appena 5 e, dagli studi effettuati, si pensa dovesse avere una lunghezza di una ventina di metri ed una larghezza di 6. Il suo nome si deve al fatto che originariamente la nave trasportava sarcofagi di marmo bianco, diversi per forme e dimensioni e dal peso variabile, tra 1e 6 chili, tutti comunque provenienti dall’Egeo e dall’Asia Minore.
Venti è il totale dei sarcofagi rinvenuti: tutti lavorati, di cui alcuni più piccoli, impilati per risparmiare il già ristretto spazio a disposizione. Due, invece, sono le tipologie presenti: a cassa rettangolare, la prima; a vasca, la seconda; entrambe con i lati brevi arrotondati ed entrambe prive di decorazione, poiché le stesse sarebbero state aggiunte una volta arrivate a Roma. La destinazione era, infatti, il porto di Ostia, ossia la “Statio Marmorum” dove i sarcofagi, caricati sulle “naves caudicariae” che risalivano il corso del Tevere, sarebbero giunti in città, nel quartiere dove operavano i marmorari.Ebbene, questo importante carico, ricco di storia, suggestione e cultura, venne disperso secoli e secoli fa sul basso fondale sabbioso pugliese, per circa 148 metri di ampiezza, e ha dato vita, oggi, al secondo parco archeologico sommerso italiano. Al fine, infatti, di conservare e soprattutto valorizzare il nostro patrimonio, dopo il Parco di Baia, nel Golfo di Pozzuoli, in Campania, è nato anche questo di San Pietro in Bevagna, storico centro, custode di saperi ed antichità.
Una ricchezza di fondamentale importanza per il nostro Paese, specie in considerazione del fatto che con legge 157 del 2009 l’Italia ha da poco ratificato la Convenzione sulla protezione del patrimonio culturale subacqueo, adottata a Parigi nell’ormai lontano 2001.
R.C.
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