L’antico Porto di Claudio e Traiano
A distanza di quasi due millenni, permangono dappertutto tracce di quello che si può definire uno dei più grandi imperi che la storia abbia mai conosciuto. Roma la grande, la vittoriosa, a cui molti altri personaggi si sono ispirati nei secoli seguenti la sua inesorabile disfatta. Quello che colpisce, però, è più che altro la quantità di tali resti ed il fatto di trovarli quasi ovunque nel mondo. Non solo nella capitale, definita a buona ragione una sorta di museo a cielo aperto, ma anche solo poco più in là. Basta guardarsi attorno, per tornare indietro nel tempo.
Siamo nella Roma imperiale, da sempre importante crocevia di scambio economico, durante gli anni quaranta del primo secolo dopo Cristo. Dato il fermento in atto, tanto commerciale quanto culturale, viene avviata la costruzione del Porto di Claudio, su ordine dell’omonimo imperatore.
Il nuovo scalo viene pensato per accogliere l’ancoraggio di navi di grosse dimensioni che, fino a quel momento, rimanevano al largo della zona, trasbordando il carico su navi più piccole che poi risalivano il corso del Tevere. Grazie a questa nuova costruzione, invece, viene assicurato l’approvvigionamento alimentare delle masse inurbate di Roma e la sua importanza cresce a tal punto da attirare il traffico del grano, fino a quel momento concentrato a Pozzuoli.Il Porto in questione, ampliato e fortificato qualche anno dopo per merito di un altro imperatore, Traiano, che gli dà il suo nome, viene edificato nei pressi di Fiumicino, fra il moderno aeroporto dei nostri giorni e Via Portuense, arteria primaria di collegamento tra l’Urbe e la zona portuale.
Ed è proprio da Via Portuense, oggi, che è possibile ancora accedere, attraverso un sentiero che si fa strada nella vegetazione, all’antico Porto di Claudio e Traiano. In particolare, della zona di porto costruita dal primo imperatore in questione, restano soltanto poche strutture, quali moli che poggiano su imbarcazioni affondate e riempite di calcestruzzo, e resti di un portico a bugne, pietre sporgenti dal muro.
L’antico bacino ampliato dal secondo imperatore, invece, è molto ben conservato, nonostante sia stato trasformato in un laghetto artificiale all’interno della proprietà Torlonia. Nello specifico, si tratta di un’enorme vasca esagonale di 357 metri, circondata da diversi resti di costruzioni: dai giganteschi magazzini per lo stoccaggio delle merci, i cosiddetti ‘horrea’, attraversando dighe ed ormeggi, si arriva al meraviglioso faro dalla forma a dadi sovrapposti, fino al tempio di Ercole e la colossale statua di Traiano.
Attualmente, l’area di porto Traiana è in fase di ripristino, mentre ciò che rimane di quella Claudiana è solo parzialmente visibile. Se si volesse fare un tuffo nel passato, dunque, allietati dai fasti degli antichi imperatori, basterebbe visitare quest’area archeologica, aperta il primo sabato e l’ultima domenica di ogni mese.
La Redazione
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