La meraviglia del corallo nero di Calabria
“…Una scoperta sensazionale che costringerà a riscrivere i libri di biologia marina…”: questo il commento delle istituzioni calabresi competenti in materia ambientale, alla vista di uno scenario unico nel suo genere. Siamo a Scilla, nelle acque del Tirreno e ad oltre 100 metri di profondità dove si estende la più grande foresta di corallo nero al mondo.
A fotografare e filmare le circa trentamila colonie adagiate sui fondali rocciosi, è stato l’occhio impeccabile di Rov, il robot sottomarino che, controllato dalla superficie, è stato immerso nel limpido mare di Calabria, per poi restituire immagini mozzafiato di specie di gorgonie, coralli e pesci rarissimi, molti dei quali mai osservati prima nel loro habitat naturale. Rov è figlio degli studiosi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (l’Ispra) che, grazie a questo progetto di monitoraggio della biodiversità marina in Calabria, non esclude anche la possibilità di rinvenire nuove specie di invertebrati in queste acque meravigliose e cristalline.
Ma le sorprese non finiscono qui. Non solo Scilla, infatti, regala incantevoli spettacoli naturali. Nel Golfo di Lamezia a circa 150 metri di profondità, sono state osservate altre cinque colonie di corallo nero rarissimo, “l’Antiphates Dicotoma”. Se si pensa che l’ultimo esemplare di questo coralligeno era stato individuato nel lontano 1946, nel Golfo di Napoli, c’è solo da accogliere con stupore e meraviglia i risultati di queste nuove scoperte.
Dato l’inatteso quanto eccezionale ritrovamento, l’assessorato all’Ambiente regionale ha deciso di trasformare la zona nel sesto parco marino del territorio, oltre a quelli già noti di: Riviera dei Cedri a Cosenza, Baia di Soverato e Scogli di Isca a Catanzaro, Costa dei Gelsomini a Reggio Calabria e quello antistante la Costa degli Dei a Vibo Valentia. Una strategia studiata per fare in modo che questi tesori degli abissi creino forte attrazione turistica e diventino volano di quell’economia che da tempo ormai necessita di nuova linfa.
L’idea, in concreto, è quella di dotare questi parchi sommersi di telecamere subacquee che permettano ai visitatori comuni di ammirare le unicità dei fondali marini calabresi, in una terra che da sempre ripropone angoli di mondo, anche se a volte un po’ nascosti, dalla rara e splendida bellezza.
La Redazione
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