La Nave Po nelle acque albanesi
Per questo numero, la redazione di Paesaggiritrovati.it si è spinta sino alle coste albanesi, nella profondità delle acque che ospita, ormai da oltre mezzo secolo, un pezzo della storia del nostro Paese. Ci troviamo, con precisione, nella baia di Valona, incastonata tra l’isola di Saseno e Capo Linguetta, nel luogo dove è stata rinvenuta la Nave italiana Po, affondata nel lontano 14 marzo 1941 da un aerosilurante inglese.
L’antica imbarcazione, infatti, si trova in prossimità dell’isola di Saseno, oggi base militare albanese ed italiana. Questo lembo di terra si distingue per la sua conformazione romboidale e per il fatto di essere oramai disabitata, anche a causa delle sue coste molto ripide quasi per intero ricoperte dalla macchia mediterranea. Geologicamente, poi, l’isola rappresenta il prolungamento dei Monti Acrocerauni ed è costituita da marne sabbiose e da calcari fossiliferi grossolani che emergono dal mare.
Ed è proprio il mare, dunque, che ci ha restituito un frammento del passato che tanto clamore ha suscitato all’epoca. Al momento dell’attacco inglese alla Nave Po, infatti, un fortissimo dispiacere colse gli italiani. Nell’imbarcazione viaggiavano, insieme al personale medico ed alla Croce Rossa, Edda Ciano Mussolini, figlia del Duce, crocerossina, che riuscì a rimanere miracolosamente illesa, mentre Wanda Secchi, Ennia Tramontani e Maria Federici, anch’esse crocerossine, persero tragicamente la vita.
Oggi, a memoria di queste tre donne coraggiose è una Medaglia d’Oro al Valore Militare, quale testimonianza di grande forza. In ricordo, invece, di un conflitto che ha coinvolto il mondo intero, è il miracoloso ritrovamento della Nave Italiana Po. Per non dimenticare.
R. C.
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